Tumore all’ovaio. Olaparib riduce del 70% la mortalità nelle pazienti BRCA+

Tumore all’ovaio. Olaparib riduce del 70% la mortalità nelle pazienti BRCA+

redazione

Una nuova opzione di trattamento per il carcinoma ovarico. Sono stati presentati nel corso del Congresso della Società europea di oncologia medica in corso a Monaco (Germania), e pubblicati simultaneamente online sul The New England Journal of Medicine, i dati dello studio di fase III SOLO-1 che confermano l’efficacia di olaparib in compresse come trattamento di mantenimento in pazienti con carcinoma ovarico, di nuova diagnosi, avanzato e con mutazione del gene BRCA (BRCAm), che presentano risposta completa o parziale dopo chemioterapia standard di prima linea a base di platino. 

Lo studio ha evidenziato una riduzione del 70% del rischio di progressione della malattia o morte, rispetto al placebo. 

Inoltre tra le pazienti trattate con olaparib, il 60,4% è rimasto privo di progressione a 36 mesi rispetto al 26,9% delle donne nel braccio placebo.

«Attualmente, il 70% delle pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato va incontro a recidiva entro tre anni», afferma Nicoletta Colombo, direttore della Divisione di Ginecologia Oncologica Medica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. «I risultati dello studio SOLO-1 evidenziano come olaparib riduca questa percentuale del 60% nelle pazienti con tumore ovarico BRCA mutato. Olaparib è il primo PARP inibitore che in prima linea determina un vantaggio statisticamente e clinicamente significativo nel ridurre il rischio di recidive e morte del 70%. Alla luce di questi importanti risultati, l’esecuzione del test BRCA al momento della diagnosi assume un ruolo fondamentale. Solo in questo modo siamo in grado di identificare tempestivamente le pazienti che possono beneficiare di un trattamento in grado di cambiare la storia della malattia».

In Italia il farmaco è approvato e rimborsato in monoterapia per il trattamento di mantenimento di pazienti adulte con recidiva platino-sensibile di carcinoma ovarico BRCA-mutato che rispondono alla chemioterapia a base di platino.