Tumore del polmone ALK-positivo: un’opzione in più quando le cure falliscono

Farmaci

Tumore del polmone ALK-positivo: un’opzione in più quando le cure falliscono

redazione

Per i pazienti con cancro al polmone non a piccole cellule metastatico ALK-positivo in cui la malattia abbia ripreso a progredire dopo il trattamento con chemioterapia e crizotinib ci potrebbe essere un’ulteriore opzione oltre a un nuovo trattamento con chemio.

Si tratta del farmaco alectinib che, nello studio di fase III ALUR, ha dimostrato di determinare un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione rispetto alla sola chemioterapia in questo gruppo di pazienti. 

«Siamo lieti di annunciare che i risultati dello studio di fase III ALUR avvalorano ulteriormente l’uso di alectinib nel trattamento di soggetti affetti da carcinoma polmonare ALK-positivo che necessitano di nuove opzioni terapeutiche dopo essere andati incontro a progressione con chemioterapia e crizotinib», ha dichiarato Sandra Horning, chief medical officer e head of Global Product Development di Roche. «I risultati di questo studio saranno alla base delle discussioni che sosterremo con le autorità sanitarie mondiali, per poter rendere alectinib disponibile ai pazienti il più velocemente possibile». 

Alectinib è stato approvato lo scorso febbraio dalla Commissione europea per per i pazienti con cancro al polmone non a piccole cellule ALK-positivo già trattati con crizotinib è inoltre oggetto di valutazione come opzione terapeutica di prima linea in uno studio di fase III che sta confrontando alectinib con crizotinib. 

Il tumore al polmone non a piccole cellule colpisce ogni anno circa 75.000 persone nel mondo; è più frequente in persone giovani (età mediana 52 anni) e nelle donne. Inoltre compare più spesso in coloro che hanno un passato da “fumatori leggeri” o nessuna storia di tabagismo.

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