Tumore del polmone: in pazienti selezionati conviene cominciare fin da subito con l’immunoterapia (insieme alla chemio)

Farmaci

Tumore del polmone: in pazienti selezionati conviene cominciare fin da subito con l’immunoterapia (insieme alla chemio)

redazione

Nuove indicazioni per il trattamento dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato che non esprime PD-L1 (PD-L1 < 1%), a istotipo squamoso e non squamoso, arrivano dallo studio di fase CheckMate -227 presentato nel corso del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology in corso a Chicago.

Lo studio ha valutato la combinazione di nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio e di nivolumab con la chemioterapia contro sola chemioterapia in prima linea in diversi 

È emerso che la la combinazione nivolumab e chemioterapia ha esteso la sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia.

In un’ulteriore analisi nei pazienti con elevato carico mutazionale del tumore ed espressione di PD-L1 <1%, i tassi di sopravvivenza libera da progressione a un anno erano pari al 45% con nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio, al 27% con nivolumab e chemioterapia, all’8% con la sola chemioterapia.

Minore l’efficacia nei pazienti con basso TMB: a un anno i tassi di sopravvivenza libera da progressione erano pari al 18% sia con nivolumab e bassa dose di ipilimumab sia con nivolumab e chemioterapia e al 16% con la sola chemioterapia.

«Per la prima volta, CheckMate -227 ha permesso agli oncologi di osservare le combinazioni tra farmaci immuno-oncologici e tra un immuno-oncologico e la chemioterapia nell’ambito di un solo gruppo di pazienti», ha commentato Hossein Borghaei, uno degli autori dello studio e a capo dell’Unità di Oncologia toracica al Fox Chase Cancer Center di Philadelphia. «I risultati di questo studio mostrano che nivolumab con la chemioterapia ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia da sola in prima linea nei pazienti con tumore del polmone che non esprime PD-L1. Insieme alla totalità dei dati dello studio CheckMate -227 presentati ad oggi, questi risultati rafforzano l’opinione che lo stato di carico mutazionale fornisce informazioni clinicamente importanti per le combinazioni contenenti nivolumab e che la combinazione di nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio ha offerto un’efficacia duratura nei pazienti con alto carico mutazionale”.