Tumore del rene: 2 pazienti su 5 rispondono al trattamento con pembrolizumab in prima linea

Tumore del rene: 2 pazienti su 5 rispondono al trattamento con pembrolizumab in prima linea

redazione

L’immunoterapia funziona nei pazienti colpiti da tumore del rene metastatico mai trattati in precedenza.

La conferma arriva da un’analisi dello studio di fase II KEYNOTE-427 presentata al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO). 

Lo studio, condotto su 110 pazienti, ha valutato l’efficacia di pembrolizumab, terapia immunoterapica anti-PD-1, nel trattamento di prima linea del carcinoma renale a cellule chiare metastatico. I dati mostrano un tasso di risposta globale del 38,2% nei pazienti. La risposta è risultata più alta (50%) nei pazienti il cui tumore esprimeva PD-L1 (CPS ≥ 1). 

«I dati di KEYNOTE-427 presentati oggi sono molto rilevanti», ha spiegato Cora N. Sternberg, direttore dell’Oncologia Medica presso l’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma. «È il primo dato disponibile in prima linea con un singolo agente immunoterapico, pembrolizumab. L’efficacia in termini di risposta globale è molto promettente in tutta la popolazione, soprattutto nei pazienti con CPS ≥1 che mostrano un tasso di risposta globale pari al 50%. Questo studio ha inoltre arruolato tutte le categorie dei pazienti secondo la classificazione IMDC e le risposte si sono viste in tutti i gruppi. Il profilo di tollerabilità di pembrolizumab appare migliore rispetto alle attuali alternative terapeutiche. Sono dati considerevoli anche in termini di razionalizzazione delle risorse: l’utilizzo di un singolo agente immunoterapico efficace e ben tollerato è meno costoso rispetto alle combinazioni di farmaci. E’ importante validare i dati promettenti di questo studio di fase 2 con uno studio di fase 3 randomizzato». 

«Siamo soddisfatti dei risultati promettenti di pembrolizumab da KEYNOTE-427, il primo studio di fase II che ha valutato un anti-PD-1 in monoterapia in prima linea nei pazienti con carcinoma renale a cellule chiare», ha aggiunto Roy Baynes, senior vice president and head of global clinical development, chief medical officer, Merck Research Laboratories. «Questi risultati supportano gli studi di pembrolizumab in prima linea e attendiamo l’evoluzione di quelli in corso sul carcinoma a cellule renali con pembrolizumab sia in monoterapia che in combinazione con altri farmaci».