Tumore al seno: olio di soia per combattere la fatigue

Il confronto

Tumore al seno: olio di soia per combattere la fatigue

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Gli omega 6 contenuti nell’olio di soia agiscono riducendo la proteina infiammatoria nota come fattore di necrosi tumorale alfa (Tnf-a)
di redazione

Dopo un un cancro al seno, integratori a base di olio di soia e ricchi quindi di grassi Omega 6 potrebbero essere un buon alleato per battere la fatigue, quello sfinimento fisico e psichico che molto spesso accompagna il tumore. Tuttavia è presto per invitare le pazienti ad assumerli, poichè non è chiaro se possano avere un effetto sulla ricomparsa del tumore. 

È il risultato di uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute Spectrum che ha confrontato l'efficacia della supplementazione con omega 3, omega 6 o con un loro mix nell'attenuare i sintomi della fatighe connessa al cancro. 

Nello studio, condotto da ricercatori dell’Università di Rochester (USA),  sono stati messi a confronto gli effetti dell’olio di pesce e dell’olio di soia nel ridurre l’astenia tipica del cancro in 80 pazienti sopravvissute a un tumore della mammella. L’olio di soia contiene acidi grassi polinsaturi omega 6 accusati di possedere proprietà pro-infiammatorie, apparentemente meno desiderabili di quelle anti-infiammatorie attribuite agli omega 3.

I ricercatori, dopo aver valutato i livelli di fatigue, hanno diviso le pazienti coinvolte nello studio in tre gruppi: il primo ha assunto elevate dosi di integratori di olio di pesce, il secondo una combinazione di integratori di olio di pesce e di soia a basso dosaggio, il terzo dosi elevate di olio di semi di soia. Le partecipanti sono state sottoposte ad analisi del sangue per misurare il livello di proteine infiammatorie. 

Alla fine del periodo di osservazione, tutte le donne hanno dichiarato di aver ridotto i sintomi della fatigue. Ma il miglioramento più significativo è stato registrato nel gruppo delle donne che avevano assunto elevate dosi di olio di soia a base di omega 6, in cui la sintomatologia risultava dimezzata.

Le analisi del sangue delle partecipanti sembrano fornire la spiegazione dell’inaspettato risultato. 

Nonostante l’olio di pesce possegga superiori proprietà antinfiammatorie, la sua azione è rivolta ad alcuni specifici marcatori infiammatori come  l’interferone gamma, l’interleuchina 6 e prostaglandina E sintetasi 2 (PTGES2). Gli omega 6 contenuti nell’olio di soia, invece, agiscono riducendo la proteina infiammatoria nota come fattore di necrosi tumorale alfa (Tnf-a). È possibile che l'affaticamento correlato al cancro sia più strettamente associato al Tnf, dicono gli autori dello studio.

«Il nostro studio conferma che i benefici dell’olio di pesce sono stati sovrastimati», ha dichiarato Luke Peppone del University of Rochester Medical Center,  a capo dello studio. 

L'utilizzo della soia, ha perà un problema; specie nelle donne colpite da carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali, il tipo più diffuso di tumore alla mammella. Alcuni prodotti a base di soia contengono isoflavoni, composti chimici naturali che possono produrre effetti simili agli estrogeni e aumentare il rischio di recidiva del cancro. 

Anche per questo, la ricerca (condotta su un numero esiguo di donne) non invita le pazienti ad assumere olio di soia per combattere la fatigue. Non ci sono infatti prove sufficienti per considerare sicuro ed efficace un consumo di questi integratori nelle donne con un tumore al seno. 

Sono necessari ulteriori studi per confermare i risultati e comprendere meglio la relazione tra infiammazione, grassi alimentari e fatigue nel cancro.