Tumore al seno. Un test dice quando si può evitare la chemio

Precisione

Tumore al seno. Un test dice quando si può evitare la chemio

redazione

Un test genetico è in grado di discriminare le donne con cancro al seno agli stadi iniziali che, dopo l’intervento di asportazione del tumore, hanno bisogno della chemioterapia per ridurre le probabilità che il tumore si ripresenti da quelle che possono evitare la chemio e seguire soltanto la terapia ormonale.

È il risultato di uno studio (TAILORx – Trial Assigning IndividuaLized Options for Treatment x) pubblicato sul New England Journal of Medicine in concomitanza con la presentazione eseguita durante la Plenary Session al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology 2018 a Chicago.

I risultati si riferiscono a una specifica fetta di donne con tumore al seno: quelle con tumore positivo ai recettori ormonali, HER2 negativo e negativo al linfonodo sentinella (circa il 50% di tutte le pazienti con tumore al seno).

Il test utilizzato si chiama Oncotype DX Breast Recurrence Score e valuta l’espressione di 21 geni associati al tumore al seno ricavandone un punteggio sulla base della loro combinazione. 

«TAILORx fornisce la risposta definitiva su come trattare le donne con Oncotype DX Recurrence Score da 11 a 25, così come da 0 a 10», dichiara il primo firmatario della ricerca Joseph A. Sparano, M.D., Direttore Associato per la Ricerca Clinica all’Albert Einstein Cancer Center and Montefiore Health System a New York e Vice Presidente dell’ECOG-ACRIN Cancer Research Group.  «I risultati forniscono un livello di precisione mai visto prima ed evidenze di altissimo livello a supporto dell’uso di questo test come guida per l’uso della chemioterapia adiuvante in questa popolazione, che rappresenta circa la metà di tutti i tumori al seno».

Lo studio TAILORx ha stabilito definitivamente che la chemioterapia può essere risparmiata in circa il 70% di queste pazienti, in particolare tutte le donne con età superiore ai 50 anni con risultati del Breast Recurrence Score da 0 a 25 e tutte le donne di 50 anni o meno con risultati del Breast Recurrence Score da 0 a 15.

«I risultati dello studio TAILORx hanno una grande rilevanza perché potranno indirizzare con chiarezza la pratica clinica e le linee guida sul trattamento adiuvante del tumore al seno», dichiara PierFranco Conte, Professore di Oncologia all’Università di Padova e direttore della Divisione di Oncologia Medica 2, Istituto Oncologico Veneto. «Definire con maggiore precisione il beneficio della chemioterapia in un setting ampio come quello delle pazienti con un range intermedio 11-25 al test Oncotype DX, che rappresentano circa i 2/3 delle pazienti, è un passo avanti verso una sempre maggiore appropriatezza delle terapie, ma anche e soprattutto in termini di qualità di vita delle donne in trattamento».