Tumore al seno: tutte quelle paure (spesso infondate) sulla radioterapia

L’indagine

Tumore al seno: tutte quelle paure (spesso infondate) sulla radioterapia

Non è una passeggiata, ma le pazienti riconoscono che è meglio di quanto si aspettassero
redazione

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Le moderne tecnologie sono molto più sicure di quelle del passato. E questo i medici dovrebbero spiegarlo bene alle pazienti. Anche perché le donne che concludono il ciclo di sedute ammettono di stare meglio di quanto avevano immaginato.

Le prove dell’efficacia e della sicurezza della radioterapia per il trattamento del tumore al seno non mancano di certo. Eppure molte donne affrontano la prima seduta piene di paura. Una volta concluso il ciclo però sono pronte a sostenere che l’esperienza è stata migliore di quanto si aspettassero. 

La testimonianza delle pazienti è stata raccolta da un gruppo di ricercatori della University of California Los Angeles e descritta in uno studio appena pubblicato su Cancer

Gli scienziati hanno coinvolto nell’indagine 327 pazienti con tumore al seno in terapia tra il 2012 e il 2016. Di queste, 269 erano state sottoposte a un intervento chirurgico conservativo (lampectomia) seguito da un ciclo di radioterapia, mentre 58 avevano subito una mastectomia.

All’idea di essere “bombardate” dai raggi, la maggior parte delle donne reagiva con sospetto se non con vera e propria paura. Sugli effetti collaterali della radioterapia avevano sentito dire di tutto. Terminata la terapia però il 92 per cento delle pazienti ha ammesso che le iniziali paure erano del tutto infondate e che non avrebbero avuto alcun timore se avessero saputo in anticipo a cosa sarebbero andate incontro. 

«Girano molte dicerie spaventose - dice Susan McCloskey autore senior dello studio - e molte preoccupazioni infondate che risalgono a un’altra era. Ma negli ultimi vent’anni ci sono stati progressi significativi nel modo in cui le radiazioni vengono rilasciate permettendoci di risparmiare gli organi critici, di pianificare un programma individuale per ogni paziente e anche di organizzare le sedute in modo più conveniente».   

Gli effetti collaterali a lungo termine della radioterapia dipendono dalla durata e dalla dose delle radiazioni e includono dolore neuropatico, danni al cuore e problemi ai polmoni. L’89 per cento delle donne coinvolte nell’indagine ha dichiarato che la reazione alla radioterapia, a breve termine o a lungo termine, era stata migliore, o non peggiore, di quanto si aspettassero. 

Inoltre, il 75 per cento delle donne che aveva effettuato un intervento conservativo ha constato che i cambiamenti nelle dimensioni del seno erano inferiori a quanto aveva immaginato e l’89 per cento delle pazienti è rimasta soddisfatta del suo aspetto dopo aver concluso il ciclo di radioterapia. 

Questo studio, dicono gli autori, suggerisce la necessità di migliorare la comunicazione tra medico e paziente. 

«È sorprendente constatare la sconnessione tra le paure delle pazienti e la realtà - ha detto a Reuters Health  Benjamin Smith dell’ Anderson Cancer Center dell’University of Texas di Houston - Questo elegante studio mette in evidenza alcuni importanti equivoci che contribuiscono ad accrescere ansia e stress. In molti casi i pazienti non devono essere spaventati dei trattametni radioterapici per il cancro al seno». 

Le donne di oggi sono sottoposte a radiazioni molto diverse da quelle delle loro madri. «Le forme moderne di radioterapia - ha detto a Reuters Health Kathryn Evers del Fox Chase Cancer Center di Philadelphia - hanno meno effetti collaterali di quello che si può immaginare e ci sono invece molti vantaggi a lungo termine per la prognosi».