Tumori. Al melanoma il record di crescita nel 2019

Il dato

Tumori. Al melanoma il record di crescita nel 2019

di redazione

Nel giro di un anno i nuovi casi di melanoma in Italia sono aumentati del 20%, passando da 12.300 nel 2019 a quasi 14.900 nel 2020. Nessun'altra neoplasia ha fatto registrare una crescita così elevata negli ultimi dodici mesi.

Il melanoma ha però rappresentato il candidato ideale per l’immuno-oncologia, che stimola il sistema immunitario contro il cancro. Ai progressi nel trattamento del tumore della cute più aggressivo è stato dedicato giovedì 12 novembre un media tutorial virtuale, promosso da Bristol Myers Squibb.

«Nel nostro Paese, il melanoma è il secondo tumore più frequente negli uomini under 50 – ricorda Paola Queirolo, direttore della Divisione Melanoma, sarcoma e tumori rari all’Istituto europeo di oncologia di Milano - e il terzo nelle donne in quella fascia d’età. Il rischio di insorgenza è legato a fattori genetici, fenotipici e ambientali. Il più importante è identificato nell’esposizione ai raggi UV, in rapporto alle dosi assorbite, al tipo di esposizione, intermittente più che cronica, e all’età, con bambini e adolescenti a maggior rischio. L’incremento stimato quest’anno è in linea con la tendenza che osserviamo da tempo».

La ricerca scientifica ha portato a raggiungere un'elevata sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, pari all’87% medio (89% donne e 85% uomini). Cosicchè nel nostro Paese vivono oggi quasi 170 mila persone che hanno scoperto di avere la malattia. «Se individuato precocemente ed eliminato con una corretta asportazione chirurgica durante la fase iniziale – sottolinea Michele Del Vecchio, responsabile dell'Oncologia medica melanomi all'Istituto tumori di Milano - il melanoma è del tutto guaribile. Purtroppo una parte delle diagnosi avviene già in fase avanzata o evolve in questo stadio progressivamente. A maggio 2016, l’agenzia regolatoria europea, l'Ema, ha approvato la combinazione di due molecole immuno-oncologiche, nivolumab più ipilimumab, per il trattamento del melanoma avanzato non resecabile o metastatico» che sta evidenziando risultati importanti nei pazienti con malattia metastatica, con il 52% vivo a cinque anni.

Oggi, però, questa combinazione non è rimborsata dal nostro Servizio sanitario nazionale, mentre «anche le linee guida della Società europea di oncologia medica, l'ESMO, indicano la combinazione nivolumab e ipilimumab come standard di cura del melanoma in fase avanzata» ricorda Queirolo -Per questo, «è necessario che la combinazione sia rimborsata anche in Italia, come in altri Paesi europei – è l'appello di Del Vecchio - per offrire soprattutto a questi malati un’efficace alternativa terapeutica».

Senza dimenticare, però, che la prevenzione «è la vera arma per sconfiggere il cancro» avverte Queirolo, magari «seguendo l’esempio dell’Australia, in testa alla classifica mondiale per incidenza. Oggi, grazie all’impegno delle Istituzioni nei progetti di informazione, è l’unico Paese al mondo in cui il numero dei nuovi casi di melanoma è in diminuzione».