Tumori di testa e collo: pembrolizumab prolunga l’aspettativa di vita

Tumori di testa e collo: pembrolizumab prolunga l’aspettativa di vita

redazione

Il farmaco immunoterapico pembrolizumab nei pazienti con tumori testa-collo recidivati o metastatici prolunga la sopravvivenza globale rispetto all’attuale standard di cura. 

È questo il risultato principale dello studio di Fase III KEYNOTE-048 presentato durante il congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) in corso a Monaco. 

All’interno della sperimentazione, sono state effettuate due diverse valutazioni. 

Nella prima, che ha coinvolto poco più di 600 pazienti,  pembrolizumab in monoterapia è stato confrontato al regime EXTREME, composto da cetuximab con carboplatino o cisplatino più 5-fluorouracile (5-FU).

I pazienti in cura con il farmaco immunoterapico hanno presentato un aumento della sopravvivenza globale che è risultato più marcato in quelli che avevano una maggiore espressione di PD-L1. 

In particolare, nei pazienti con valori maggiori di 20 nel cosiddetto Combined Positive Score il farmaco ha consentito di raggiungere una sopravvivenza globale del 39 per cento più alta rispetto al regime EXTREME (14,9 mesi i 10,7); nei pazienti con valori di PD-L1 più bassi la sopravvivenza globale è risultata comunque maggiore del 22% rispetto a EXTREME. 

La seconda tranche dello studio ha verificato gli effetti dell’aggiunta di pembrolizumab al mix di chemioterapici alla base del regime EXTREME (carboplatino o cisplatino più 5-fluorouracile).

Anche in questo caso il regime contenente pembrolizumab ha assicurato una maggiore sopravvivenza globale ai pazienti (complessivamente del 22% maggiore rispetto al regime EXTREME). E Ciò, indipendentemente dall’espressione di PD-L1.

«Il KEYNOTE-048 è uno studio che aspettavamo da tempo», ha affermato Marco Benasso, Direttore della struttura complessa di oncologia della ASL2 Savonese. «Era almeno un decennio che per questi pazienti non avevamo nuovi dati in grado di cambiare la pratica clinica. Il grande valore di questo studio è aver dimostrato come l’immunoterapia, e in particolare pembrolizumab, possa entrare a pieno titolo tra i trattamenti dei tumori della testa e del collo recidivati e metastatici anche in prima linea. La definizione del ruolo della combinazione tra pembrolizumab e chemioterapia dovrà essere, a mio avviso, oggetto di ulteriore valutazione e discussione poiché i dati ad oggi presentati non sono ancora così maturi come quelli relativi alla monoterapia».