Ulcere venose: meglio non rimandare l'intervento

Nuovi approcci

Ulcere venose: meglio non rimandare l'intervento

È il consiglio di un gruppo di ricercatori inglesi per il trattamento delle ulcere venose. L’operazione permette ai pazienti di guarire prima e di ridurre il rischio di recidive e al servizio nazionale di risparmiare 100 milioni di euro all’anno

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Immagine: F. Schümmelfeder / GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)
di redazione

Prima si interviene e maggiori sono le possibilità di guarigione. Vale sempre in linea massima, eppure quando c’è di mezzo un’operazione spesso si tende a rimandare. Nel caso delle ulcere venose alle gambe non c’è alcuna ragione per aspettare. Anzi ce ne sono diverse per intervenire precocemente: chi viene sottoposto all’intervento chirurgico di ablazione endovenosa guarisce prima e riduce il rischio di recidive. 

Lo ha dimostrato uno studio condotto dall’Imperial College London e dall’Imperial College Healthcare NHS Trust pubblicato su JAMA Surgery

Gli scienziati hanno reclutato 450 pazienti con ulcere venose, lesioni che possono presentarsi come conseguenza delle vene varicose. 

Tutti i partecipanti avevano sviluppato l’ulcera da circa sei mesi. 224 pazienti sono stati sottoposti all’intervento di ablazione entro due settimane dall’inizio dello studio e poi trattati con una calza a compressione. Gli altri hanno utilizzato solo la calza compressiva rimandando l’operazione di almeno sei mesi. 

I ricercatori hanno monitorato le condizioni dei pazienti nei cinque anni successivi per valutare i tempi di guarigione e il tasso di recidive. In tutto, 426 pazienti sono risultati guariti alla fine del periodo di osservazione. Ma nel gruppo delle persone sottoposte a chirurgia si è registrato un numero di recidive inferiore rispetto all’altro gruppo (56 vs 65). L’altro vantaggio assicurato dal bisturi sono i tempi di guarigione: i pazienti sottoposti precocemente all’ablazione guarivano prima di quelli trattati solo con la calza compressiva. 

Gli scienziati hanno anche valutato i costi per il sistema sanitario delle due strategie, intervenire subito o rimandare, dimostrando che l’intervento chirurgico precoce costa molto meno. Secondo le loro stime se venisse preferita la strada della chirurgia l’NHS potrebbe risparmiare più 100 milioni di euro all’anno. Per tutti questi motivi, gli autori dello studio invitano le società scientifiche a modificare le linee guida sul trattamento delle ulcere venose introducendo una valutazione delle vene varicose in fase iniziale e il trattamento chirurgico per le ulcere.  

«Le ulcere venose delle gambe causano enormi disagi fisici e mentali ai pazienti, oltre ad avere un impatto finanziario sul servizio sanitario nazionale. Il nostro studio è il primo a dimostrare che il trattamento chirurgico precoce delle ulcere delle gambe porta a una guarigione più rapida e al ridotto rischio che l'ulcera si ripresenti rispetto ai metodi attuali», ha dichiarato Alun Davies, a capo dello studio. 

L’approccio tradizionale per il trattamento delle ulcere venose consiste nel bendaggio compressivo per migliorare la funzione delle vene delle gambe. 

L’intervento chirurgico di ablazione prevede l'inserzione di un catetere sottile dentro la vena che emettendo energia all'interno del vaso varicoso provoca brucia la parete del vaso sigillando la vena malata. Tuttavia, secondo le attuali linee guida, questo trattamento non viene offerto in prima linea ma solo dopo aver tentato altre soluzioni. Probabilmente sarà necessario un aggiornamento.