Vaccini anti-Covid sicuri ed efficaci anche per chi ha un tumore. Con la terza dose la protezione aumenta

Congresso ESMO 2021

Vaccini anti-Covid sicuri ed efficaci anche per chi ha un tumore. Con la terza dose la protezione aumenta

Le persone con tumore erano state escluse dai primi trial clinici. Restavano dubbi sull’efficacia, la sicurezza e la necessità della terza dose. Ora ci sono i dati: i vaccini funzionano e gli effetti collaterali sono lievi. La dose in più serve soprattutto per i tumori del sangue

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Immagine: U.S. Secretary of Defense, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Efficaci e sicuri anche per chi ha un tumore. È arrivata la conferma: nei pazienti oncologici i vaccini anti Covid-19 proteggono dalle forme gravi della malattia e non provocano effetti collaterali diversi da quelli registrati nella popolazione generale. Lo dimostrano i risultati di diversi studi presentati al Congresso Esmo 2021. Si tratta di dati particolarmente attesi visto che le persone con cancro erano state escluse dalle sperimentazioni che hanno portato all’approvazione dei vaccini. Gli oltre 90 abstract inviati al Congresso hanno sciolto ogni dubbio riguardo alle tre grandi questioni che erano rimaste ancora aperte sull’immunizzazione in caso di cancro: l’efficacia del vaccino, la necessità o meno di una dose extra e la sicurezza. 

I vaccini sono efficaci anche in caso di chemioterapia e immunoterapia

Chemioterapia e immunoterapia non incidono sulla capacità protettiva del vaccino. È la conclusione dello studio The Voice che ha coinvolto 791 pazienti di diversi ospedali dei Paesi Bassi divisi in quattro gruppi: individui non affetti da tumore, pazienti con cancro sottoposti a immunoterapia, pazienti oncologici trattati con chemioterapia, pazienti con cancro che hanno ricevuto una combinazione di chemioterapia e immunoterapia. Tutti i partecipanti sono stati vaccinati con la doppia dose del vaccino Moderna. I ricercatori hanno analizzato la risposta anticorpale al vaccino in tutti e quattro i gruppi. Dopo 28 giorni dalla seconda dose sono stati registrati livelli sufficienti di anticorpi nell’84 per cento dei pazienti con cancro sottoposti a chemioterapia, nell’89 per cento dei pazienti che avevano ricevuto la combinazione chemio-immunoterapia e nel 93 per cento delle persone trattate solo con l’immunoterapia. Si tratta di percentuali non lontane da quelle riscontrate nelle persone senza tumore (99,6%) che dimostrano l’elevato grado di protezione garantito dal vaccino nelle persone sottoposte a terapie oncologiche. Va però specificato che il ciclo vaccinale nei pazienti con tumore deve essere completato perché l’efficacia di una sola dose è dimezzata rispetto a quella osservata nella popolazione generale. Queti dati sono confermati da uno studio condotto in Israele che ha analizzato la risposta al vaccino Pfizer di 232 pazienti con cancro mettendola a confronto con quella di un gruppo di controllo composto da 261 persone senza tumore. Dopo la prima dose meno di un terzo (29%) dei pazienti con cancro aveva sviluppato gli anticorpi in confronto all’84 per cento del gruppo di controllo. Ma con la seconda dose la percentuale di pazienti oncologici con livelli di anticorpi sufficienti a fare da scudo alle forme gravi di Covid-19 era salita all’86 per cento. 

Con la terza dose si ha una garanzia in più

Al Congresso ESMo arrivano anche i dati dello studio Capture,  condotto nel Regno Unito su 585 pazienti con cancro che hanno ricevuto le due dosi del vaccino Pfizer o AstraZeneca. I risultati suggeriscono l’utilità di una terza dose per rinforzare la protezione: le persone che avevano contratto Covid-19 (31%) avevano un livello più elevato di anticorpi neutralizzanti soprattutto contro la variante Delta. Il che lascia supporre che una dose in più del vaccino possa potenziare la difesa esattamente come fa la malattia. Sembra infatti che il sistema immunitario dei pazienti con cancro risponda in maniera più efficace a un ulteriore stimolo. Mentre ancora non è chiaro se sarà necessaria una dose booster per la popolazione generale, la decisione di offrire una dose aggiuntiva ad alcune categorie di persone con un sistema immunitario compromesso è già stata presa da alcuni Paesi (compreso il nostro). Tra i pazienti oncologici quelli con tumori del sangue dovrebbero essere i primi a poter ricevere la terza dose: dallo studio Capture è emerso infatti che il 69 per cento dei pazienti con questo tipo di tumore non aveva sviluppato nessuno anticorpo contro la variante Delta pur avendo completato il ciclo vaccinale. 

I vaccini sono sicuri anche per i pazienti con cancro

Uno studio su 3.800 individui, alcuni guariti dal cancro, altri con la malattia ancora in corso, ha dimostrato che gli effetti collaterali più comuni della vaccinazione sono gli stessi di quelli osservati nella popolazione generale: dolore al braccio, affaticamento, febbre, brividi, mal di testa e dolore muscolare. I disturbi sperimentati dai partecipanti erano lievi e si erano verificati con una frequenza simile a quella della popolazione generale.