Un vaccino contro i tumori cerebrali testato per la prima volta nei pazienti

La sperimentazione

Un vaccino contro i tumori cerebrali testato per la prima volta nei pazienti

Per la prima volta è stato sperimentato un vaccino contro i gliomi che prende di mira la mutazione di una proteina tipica del tumore. L’idea è quella di avvisare il sistema immunitario della presenza di quella mutazione per indurlo a rispondere. I primi risultati sono promettenti

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Immagine: Blondis at English Wikipedia(Original text: Blondis (talk)), Public domain, via Wikimedia Commons
di redazione

Vaccini che prendono di mira le proteine e le loro mutazioni. Oggi questa tecnologia suona famigliare. I vaccini anti Covid funzionano così, prendendo come bersaglio la proteina Spike sulla superficie del virus. 

Ma la strategia non è nuova, o almeno non nuovissima. Da qualche tempo a questa parte sono in fase di sperimentazione dei vaccini antitumorali che hanno come target i cambiamenti nelle proteine associati alla presenza dei tumori. Un campo di ricerca che probabilmente ha contribuito alla scoperta dei vaccini contro Sars-Cov-2. Non è forse un caso che l’azienda tedesca BioNtech che ha brevettato insieme a Pfizer il primo vaccino contro Covid-19 si dedicava proprio a questo tipo di ricerca sul cancro. 

Ora gli scienziati del German Cancer Research Center (DKFZ) stanno lavorando a un vaccino che possa aiutare l’organismo a combattere il tumore del cervello. L’idea è quella di riuscire ad “avvisare” il sistema immunitario della presenza di proteine mutate che sono l’inequivocabile segnale del cancro. Le mutazioni del genoma del tumore infatti spesso provocano cambiamenti nelle proteine caratteristici della patologia. 

Per la prima volta i ricercatori tedeschi hanno avviato un trial clinico di fase 1 per testare l’efficacia di un vaccino contro tumori maligni del cervello, gliomi. Il vaccino si è dimostrato sicuro e capace di indurre una risposta immunitaria nei tessuti malati. I risultati sono pubblicati su Nature.

I gliomi diffusi sono generalmente incurabili perché si irradiano all’interno del cervello e non possono essere rimossi chirurgicamente. 

Radioterapia e chemioterapia hanno spesso effetti limitati. 

Ma i gliomi hanno un punto debole che può essere preso come bersaglio. Nel 70 per cento dei pazienti le cellule tumorali hanno la stessa mutazione genetica, un errore nel Dna che induce un singolo specifico cambiamento nell’enzima IDH1. Questo cambiamento dà origine a una nuova struttura proteica, chiamata  neoepitopo, facilmente riconoscibile come estranea dal sistema immunitario del paziente. 

La mutazione in IDH1 è il candidato ideale come target del vaccino, anche perché è responsabile dell’insorgere del tumore. C’è quindi la possibilità di attaccare il tumore alla sua origine.  

«La nostra idea è quella di stimolare il sistema immunitario del paziente e usare il vaccino come una strategia mirata per avvisarlo della presenza del neoepitoto», spiega Michael Platten, che ha guidato la sperimentazione. 

Per la sperimentazione sono stati reclutati 33 pazienti con una diagnosi di glioma con mutazione di IDH1. I pazienti hanno ricevuto in aggiunta ai trattamenti tradizionali il nuovo vaccino indirizzato alla mutazione specifica. In 30 casi (93%) è stata osservata una risposta immunitaria specifica con un aumento dei linfociti T helper e non sono state rilevati effetti collaterali gravi. I ricercatori hanno osservato la presenza di cellule immunitarie attivate dal vaccino nei tessuti tumorali del cervello. 

Il tasso di sopravvivenza a tre anni dopo il trattamento era dell’84 per cento nei pazienti completamente vaccinati.  Nel 63 per cento dei pazienti, inoltre, la crescita del tumore non era progredita. Tra i pazienti il cui sistema immunitario ha mostrato una risposta specifica ai vaccini, l’82 per cento non ha avuto progressione del tumore entro il periodo di tre anni di follow-up. 

I risultati sembrano promettenti, ma bisognerà attendere i dati della fase II con più partecipanti e con un gruppo di controllo per potere conoscere realmente l’efficacia del vaccino.