Una vita con l’Hiv. Una sperimentazione vuole capire gli effetti a lungo termine della malattia

Lo studio

Una vita con l’Hiv. Una sperimentazione vuole capire gli effetti a lungo termine della malattia

Lo studio REPRIEVE con 7mila partecipanti nasce per valutare l’efficacia di un farmaco nel proteggere il cuore delle persone con Hiv. Ma in attesa dei risultati è una fonte preziosa di informazioni su come invecchiano le persone sieropositive. Reni, muscoli e cuore sono particolarmente fragili

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Immagine: Department of Foreign Affairs and Trade / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)
di redazione

7.700 partecipanti, oltre 100 centri clinici, 13 Paesi nel mondo. Sono gli imponenti numeri del trial clinico REPRIEVE promosso dai National Institutes of Health (Usa) con l’obiettivo di valutare l’efficacia di un farmaco della classe delle statine (pitavastatin) nel prevenire malattie cardiache nelle persone con Hiv. I primi risultati saranno annunciati nel 2023. Nel frattempo però la gigantesca mole di dati raccolti nel corso della sperimentazione viene sfruttata per un altro scopo, altrettanto prezioso: capire come si invecchia con l’Hiv.

Tutti i partecipanti reclutati tra il 2015 e il 2019 hanno dai 50 anni in su e convivono con il virus da più di 13 anni seguendo il percorso terapeutico standard con farmaci antiretrovirali che gli consente di tenere sotto controllo l’infezione. Monitorando le loro condizioni di salute si scoprono gli effetti a lungo termine dell’Hiv. 

Grazie alla terapia antiretrovirale (Art), le persone con Hiv hanno un’aspettativa di vita comparabile con il resto della popolazione. Con maggiori probabilità però di sviluppare malattie cardiovascolari e altre patologie. 

E i dati dello studio lo confermano, indicando nel dettaglio a quali rischi sono particolarmente esposte le persone con Hiv. Le fragilità riguardano i reni, il cuore, i muscoli. 

È emerso infatti che tra i partecipanti c’è una percentuale eccessivamente alta di casi di disfunzione renale e ci sono molte persone, più della norma, che soffrono di steatosi del miocardio, un accumulo di grasso intorno al cuore che aumenta il rischio di sviluppare problemi cardiaci. Un altro elemento comune tra i volontari arruolati nel trial clinico è una  ridotta forza e funzione muscolare. 

Da un focus sulle donne, il 32 per cento del campione, è emerso che l’Hiv accelera il processo di invecchiamento dell’apparato riproduttivo anticipando l’arrivo della menopausa con una serie di conseguenze sulla salute. In particolare la menopausa precoce è associata a un aumento della circonferenza della vita e a elevati livelli di emoglobina, entrambi fattori di rischio cardiovascolare. Il risultato è che le donne con Hiv sono maggiormente esposte a malattie cardiache ictus. 

Mentre procedono le indagini per valutare l’efficacia della statina pitavastatin nelle persone con Hiv, il trial clinico REPRIEVE offre altre e e nuove opportunità di studio. 

L’alta percentuale di persone transgender tra i partecipanti alla sperimentazione, per esempio, consente di approfondire, come non era mai stato fatto prima d’ora, l’interazione tra ormoni, Hiv e malattie cardiache. È stato osservato che le persone transgender hanno maggiori probabilità di accumulare grasso intorno alla vita, ben noto fattore di rischio cardiovascolare, come conseguenza delle terapie ormonali. 

I risultati di questa indagine parallela sulla base dei dati dello studio REPRIEVE sono stati pubblicati sul Journal of Infectious Diseases.

«Con una raccolta di dati completa e una popolazione diversificata, compresi i partecipanti di diverse aree del mondo ad alto e basso reddito affette da Hiv, utilizzando diversi regimi di terapie antiretrovirali, REPRIEVE fornisce una vasta gamma di informazioni sulle comorbidità non cardiovascolari critiche emergenti nelle persone con Hiv», commentano i ricercatori.