Gli adolescenti che dormono poco sono più a rischio di sovrappeso e obesità

Congresso ESC

Gli adolescenti che dormono poco sono più a rischio di sovrappeso e obesità

Meno dormi più ingrassi. È quanto succede ai ragazzi tra i 12 e i 16 anni secondo uno studio spagnolo presentato al congresso dell’ESC. I teenager che dormono meno di 7 ore a notte aumentano la probabilità di sovrappeso e obesità anche del 72% rispetto ai coetanei che dormono le canoniche 8 ore

di redazione

Le ore di sonno perse in età adolescenziale si ritrovano tutte sulla bilancia. I teenager che dormono poco, meno di otto ore per notte, hanno maggiori probabilità di diventare sovrappeso o obesi rispetto ai loro coetanei che hanno un sonno regolare. L’associazione è emersa in uno studio spagnolo presentato al congresso dell’European Society of Cardiology. 

Chi dorme poco è anche maggiormente predisposto a quella combinazione di condizioni che rientrano nella cosiddetta sindrome metabolica: accumulo di grasso addominale, elevata pressione arteriosa, elevati livelli di lipidi e di glucosio nel sangue. 

I ricercatori hanno analizzato le abitudini notturne di 1.200 adolescenti dall’età media di 12 anni. Tutti i partecipanti hanno indossato per sette giorni consecutivi i dispositivi di monitoraggio del sonno in tre momenti differenti dell’adolescenza, a 12, 14 e 16 anni. 

Per semplificare l’analisi, gli scienziati hanno scelto come parametro indicativo di un sonno salutare 8 ore consecutive passate da addormentati. In realtà le linee guida dell’American Academy of Sleep Medicine sono più articolate e i consigli sono differenziati in base all’età: per i bambini di età compresa tra 6 e 12 sono consigliate dalle 9 alle 12 ore, mentre i ragazzi dai 13 ai 18 anni dovrebbero dormire dalle 8 alle 10 ore. In base ai risultati del monitoraggio, i ragazzi che hanno partecipato allo studio sono stati divisi in tre categorie in base alla media delle ore di sonno: “dormienti” molto brevi (meno di 7 ore), dormienti brevi (da 7 a 8 ore) e dormienti ottimali (8 ore o più).

Il sovrappeso e l’obesità sono stati calcolati in base all'indice di massa corporea. I ricercatori hanno monitorato l’evolversi della sindrome metabolica misurando nel corso degli anni la circonferenza della vita, la pressione sanguigna e i livelli di glucosio nel sangue e lipidi.

All’età di 12 anni, solo il 34 per cento dei partecipanti dormiva almeno 8 ore a notte. La percentuale di ragazzi con un sonno salutare è scesa con l’aumentare degli anni passando al 23 per cento a 14 anni e al 19 per cento a 16 anni. I ragazzi più crescevano e più tendevano a dormire meno. La prevalenza di sovrappeso o obesità era del 27 per cento, 24 per cento e 21 per cento rispettivamente a 12, 14 e 16 anni di età.

Dopo avere escluso altri fattori che avrebbero potuto condizionare i risultati (come il livello di istruzione dei genitori, lo stato di migrante, l'attività fisica da moderata a vigorosa, lo stato di fumatore, la città di provenienza e la scuola frequentata), gli autori dello studio hanno valutato l’associazione tra durata del sonno, sovrappeso/obesità e livelli di sindrome metabolica, osservando che i ragazzi di 12 e 14 anni che dormivano meno di 7 ore a notte avevano una probabilità di sovrappeso o l’obesità rispettivamente del  21 e del 72 per cento rispetto a chi dormiva 8 ore a notte.  Chi dormiva meno di 8 ore per notte a 12 anni aveva il 19 per cento in più di probabilità di diventare sovrappeso o obeso e a 14 anni il 29 per cento in più di accumulare grasso in eccesso. 

I teenager che dormivano molto poco (meno di 7 ore) o poco avevano anche livelli di sindrome metabolica più elevati rispetto ai coetanei che avevano un sonno salutare. 

«L’associazione tra sonno insufficiente e salute avversa erano indipendenti dall'assunzione di calorie e dai livelli di attività fisica, indicando che il sonno di per sé è importante. L'eccesso di peso e la sindrome metabolica sono alla fine associati a malattie cardiovascolari, suggerendo che i programmi di promozione della salute nelle scuole dovrebbero insegnare buone abitudini del sonno. I genitori possono dare il buon esempio andando a letto non troppo tardi e limitando il tempo trascorso davanti allo schermo la sera», commenta Jesús Martínez Gómez del Cardiovascular Health and Imaging Laboratory dello Spanish National Centre for Cardiovascular Research (CNIC) di Madrid in Spagna.