Un algoritmo individua la depressione dai post su Facebook

Innovazione

Un algoritmo individua la depressione dai post su Facebook

Un software riconosce i “marcatori linguistici” del disturbo prima della diagnosi
redazione

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È in grado di individuare le persone a rischio di depressione analizzando i post su Facebook. Il software basato su alcuni marcatori linguistici ha dimostrato di fare previsioni affidabili cogliendo i segnali tre mesi prima della diagnosi

Passa al vaglio i post di Facebook in cerca di parole come “lacrime”, “sentimenti” e di un uso eccessivo dei pronomi personali “io” e “me” . Così l’algoritmo messo a punto dai ricercatori della University of Pennsylvania e della Stony Brook University riesce a cogliere i possibili segnali della depressione sui social network. 

È da sei anni gli scienziati impegnati nel progetto World Well-Being Project (Wwbp) stanno studiando l’associazione tra l’uso delle parole e i sentimenti e l’umore delle persone. Facebook, dove di parole se ne scrivono tante, è sembrato da subito il luogo ideale in cui svolgere le indagini. E così i ricercatori hanno reclutato 1.200 volontari disposti a consentire l’accesso tanto ai post personali che ai dati medici. Nel gruppo dei partecipanti c’erano 114 persone con una diagnosi di depressione. 

Uno specifico algoritmo è stato costruito mettendo a confronto il linguaggio usato dalle persone con depressione con quello usato dalle persone sane cercando di ottenere un realistico “vocabolario” tipico del disturbo dell’umore. 

Per realizzare il software sono stati esaminati 542mila post di Facebook delle persone con depressione negli anni precedenti alla diagnosi e delle persone sane nello stesso periodo di tempo per funzionare da elemento di controllo. Dall’analisi sono emerse le parole e le frasi utilizzate più frequentemente da chi soffre dell’invalidante disturbo dell’umore che toglie significato alla vita e fa passare la voglia di fare qualunque cosa. In questo modo sono stati individuati i termini chiave definiti dagli scienziati “marcatori linguistici associati alla depressione”, parole o frasi associate a sentimenti di solitudine e tristezza. L’algoritmo, testato sulle pagine di Facebook messe a disposizione dei ricercatori, si è rivelato affidabile riuecsndo a segnalare l’insorgere della depressione già  tre mesi prima  che la malattia venisse diagnosticata dal medico. 

«Quello che le persone scrivono sui social media e online coglie un aspetto della vita che è molto difficile da cogliere in medicina e nella ricerca - ha dichiarato Andrew Schwartz, professore di informatica presso la Stony Brook University e tra gli autori dello studio.  È una dimensione relativamente inutilizzata rispetto ai marcatori biofisici della malattia. Per le condizioni come depressione, ansia e disturbo da stress post traumatico, per esempio, si trovano maggiori segnali nel modo in cui le persone si esprimono sui social».