Attenti ai disinfettanti per la casa. Il loro uso può favorire l’antibiotico-resistenza

L’allarme

Attenti ai disinfettanti per la casa. Il loro uso può favorire l’antibiotico-resistenza

Gli scienziati dell’Università di Birmingham hanno scoperto che i batteri resistenti ad alcuni antibiotici diventano resistenti anche al triclosan. E se fosse vero anche il contrario? Il sospetto è fondato e merita ulteriori indagini
redazione

Attenzione al triclosan, potrebbe aumentare la resistenza agli antibiotici. È l’allarme lanciato sulle pagine del Journal of Antimicrobial Chemotherapy.

da un gruppo di ricercatori dell’Università Birmingham che ha scoperto un’associazione tra un importante meccanismo di resistenza agli antibiotici e la resistenza al disinfettante comunemente usato in molti prodotti, dal dentifricio ai saponi per le mani e per le pulizie domestiche.

Il fenomeno osservato si chiama “cross-resistance”, resistenza incrociata: i batteri esposti a una sostanza diventano resistenti anche a sostanze simili. 

Inaspettatamente, i ricercatori hanno scoperto che i batteri mutati e resistenti ai chinoloni sono diventati resistenti anche al triclosano. 

I meccanismi di auto-difesa che hanno reso immuni i batteri agli antibiotici sembrano funzionare anche contro il disinfettante. Il sospetto che possa valere anche il contrario, cioè che il triclosano possa favorire lo sviluppo di batteri resistenti ai chinoloni, preoccupa gli autori dello studio. 

I chinoloni sono infatti antibiotici fondamentali per la cura di infezioni delle vie urinarie o dei polmoni. 

«Temiamo che i batteri siano spinti a credere di essere perennemente sotto attacco e si tengano pronti ad affrontare altre minacce come il triclosano - dice Mark Webber tra gli autori dello studio - Siamo preoccupati che possa accadere il processo contrario e che l’esposizione al triclosano possa favorire lo sviluppo di ceppi resistenti. Abbiamo osservato che ciò può succedere per l’Escherichia coli». 

Gli autori sottolineano l’importanza delle loro ricerche: nel momento in cui molti farmaci stanno diventando inefficaci è sempre più necessario capire come funzionano i meccanismi di resistenza per poter interrompere la diffusione dei superbatteri, principale minaccia per la salute dell’umanità.

«L’associazione tra la resistenza ai chinoloni e quella al triclosan - spiega Laura Piddock dell’Università di Birmingham - è un fenomeno importante da studiare, vista la capillare diffusione del triclosan nell’ambiente e nell’organismo umano da vent’anni a questa parte». 

Il triclosan è da tempo una presenza fissa sul banco degli imputati, accusato di nuocere alla salute perché interferisce con il sistema endocrino, di aumentare la resistenza agli antibiotici, ma anche di essere inutile. Negli Usa è stato messo al bando un anno fa insieme ad altri 18 disinfettanti perché considerato poco efficace nella eliminazione dei germi. «I consumatori - aveva commentato Janet Woodcock, direttore del Centro della Fda Drug Evaluation and Research (Cder) -  possono pensare che gli antibatterici siano più efficaci nel prevenire la diffusione di germi, ma non abbiamo prove scientifiche che siano meglio di acqua e sapone». Il triclosan, quindi sembrerebbe inutile e anche dannoso.