L’attività fisica può tenere a bada la depressione. Anche in chi ha un alto rischio genetico

La strategia

L’attività fisica può tenere a bada la depressione. Anche in chi ha un alto rischio genetico

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È stato calcolato che per ogni quattro ore in più a settimana di movimento il rischio di un nuovo episodio di depressione si riduce del 17 per cento. 
di redazione

La predisposizione genetica alla depressione non è una condanna. Il destino suggerito dai geni può essere modificato con l’attività fisica. Che lo sport faccia bene all’umore non è una novità, ma è la prima volta che i benefici di sudore, battiti accelerati e sforzo muscolare sono stati osservati in persone ad elevato rischio genetico per la depressione. 

I ricercatori del Massachusetts General Hospital hanno raccolto informazioni sulla salute e sul profilo genetico di 8mila persone che avevano inserito i propri dati nel Partners Healthcare Biobank, un archivio di notizie preziose per la ricerca a disposizione degli scienziati che indagano sui fattori di rischio per malattie di diverso tipo. 

Dall’analisi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Depression and Anxiety, è emerso che gli individui impegnati in attività fisica per molte ore alla settimana riuscivano a mandare all’aria i piani dei geni. Chi si allenava seriamente aveva meno probabilità di incorrere in un nuovo episodio di depressione anche se il patrimonio genetico gli remava contro. 

A questa conclusione hanno portato i dati dell’archivio digitale. Gli scienziati hanno messo a confronto lo stile di vita dei partecipanti con le diagnosi di depressione nell’arco di due anni e con il rischio genetico di ogni singolo individuo, calcolato sulle informazioni in loro possesso. 

La buona notizia, quindi è che le sofferenze della depressione possono essere evitate infilandosi tuta e scarpe da ginnastica. La cattiva notizia è che per scombinare i programmi ai geni non basta una passeggiata ogni tanto, bisogna dedicare all’attività fisica circa 35 minuti al giorno. Solo così si può scongiurare l’insorgere del “male oscuro”. 

È stato calcolato che per ogni quattro ore in più a settimana di movimento il rischio di un nuovo episodio di depressione si riduce del 17 per cento. 

«Il nostro studio suggerisce che quando si tratta di depressione, i geni non sono una condanna e che l’attività fisica ha il potere di neutralizzare il rischio aggiunto di futuri episodi negli individui geneticamente predisposti», ha dichiarato  Karmel Choi, della Harvard T.H. Chan School of Public Health e principale autore dello studio. 

Qual è l’allenamento più consigliato? Va bene tutto: dalla corsa, al nuoto, alla danza, allo yoga. 

«Abbiamo fornito prove solide che i medici di medicina generale e gli esperti di salute mentale possono utilizzare per dare consigli ai pazienti. C’è qualcosa di concreto e di efficace che si può fare per ridurre il rischio di depressione anche quando si ha una storia familiare di depressione. In generale nel nostro campo mancavano strumenti  attuabili per prevenire la depressione e altre condizioni di salute mentale», conclude Choi.

I ricercatori continueranno a scandagliare l’archivio del Partners Biobank in cerca di altri fattori di rischio per la depressione e delle potenziali strategie per limitare il più possibile il loro impatto sulla salute mentale.