I bambini e gli adolescenti che dormono poco sono più a rischio di diventare obesi crescendo

Lo studio

I bambini e gli adolescenti che dormono poco sono più a rischio di diventare obesi crescendo

La mancanza di sonno è un fattore di rischio per l’obesità nell’infanzia
redazione

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Una review di 42 studi su bambini e teenager pubblicata su Sleep dimostra che gli “short sleepers” hanno più probabilità di diventare obesi o in sovrappeso rispetto ai “regular sleepers”. La mancanza di sonno è un fattore di rischio modificabile

Che stanno crollando dal sonno non è un mistero: gli occhi semichiusi, gli sbadigli incontrollabili, la testa che pende in avanti parlano da soli. Sono molti i bambini che preferirebbero avere davanti un letto piuttosto che un banco di scuola ogni mattina. Sono gli “short sleepers”, i bambini che di notte dormono poco e di giorno sono ovviamente stanchi. 

Ma ci sono conseguenze più gravi della stanchezza per le ore di sonno perse: i bambini che dormono poco sono più a rischio di diventare obesi più avanti negli anni. A dirlo è uno studio appena pubblicato sulla rivista Sleep che ha analizzato i risultati di 42 trial che hanno coinvolto 75.499 bambini e adolescenti tra i pochi mesi di vita e i 10 anni di età. La durata del sonno dei partecipanti è stata valutata in vari modi, con questionari compilati direttamente dai bambini o dai genitori, nel caso dei più piccoli, ma anche con dispositivi indossabili capaci di consegnare dati precisi sulla durata e la qualità del riposo notturno. 

«Essere in sovrappeso può comportare malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2 che è una patologia in aumento tra i bambini. I risultati dello studio indicano che il sonno potrebbe venire considerato un fattore di rischio o un indicatore potenzialmente modificabile dell’obesità futura - ha dichiarato Michelle Miller, della University of Warwick Medical School». 

I ricercatori hanno diviso i partecipanti in due categorie in base alle abitudini di sonno: chi dorme poco e chi dorme il giusto (short sleepers e regular sleepers).

Gli “short sleepers” sono quelli che dormono meno di quanto previsto dalla linee guida della National Sleep Foundation differenziate in base all’età. 

Secondo queste indicazioni i neonati dai 4 agli 11 mesi dovrebbero dormire dalle 12 alle 15 ore ogni notte, i bambini di 1 o 2 anni dalle 11 alle 14, i piccoli ancora non in età scolare, dai 3 ai 5 anni, dovrebbero passare dormendo dalle 10 alle 13 ore. Crescendo, le ore di sonno raccomandate si riducono: i bambini dai 6 ai 13 anni dovrebbero riposare la notte dalle 9 alle 11 ore, gli adolescenti dalle 8 alle 10 ore.  

I ricercatori hanno seguito i partecipanti allo studio per un periodo medio di tre anni durante i quali sono stati annotati i cambiamenti nell’Indice di massa corporea dei bambini e degli adolescenti ed è stata calcolata l’incidenza di sovrappeso o obesità. A ogni età gli “short sleepers” erano più a rischio di ingrassare rispetto ai “regular sleepers” e avevano il 58 per cento di probabilità di diventare in sovrappeso o obesi rispetto a chi aveva un sonno dalla durata regolare. 

«Questi risultati dimostrano che esiste una forte relazione tra un sonno insufficiente e l’obesità in tutte le età - scrivono i ricercatori - Il che indica che il rischio vale tanto per i bambini più piccoli che per i più grandi. Lo studio rinforza la tesi che la mancanza di sonno sia un fattore di rischio importante  per l’obesità, individuabile molto precocemente nei primi anni di vita».