Bambini obesi a maggior rischio di distacco della testa del femore

La conferma

Bambini obesi a maggior rischio di distacco della testa del femore

I bambini con chili di troppo hanno una probabilità 17 volte più alta di soffrire di epifisiolisi
redazione

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Si zoppica e si prova dolore, fino a far fatica a camminare. Sono i sintomi dell’epifisiolisi, patologia dell’anca tipica dell’età evolutiva. Uno studio su Pediatrics dimostra che in molti casi l’obesità o il sovrappeso sono responsabili dell’anomalia 

Un dolore che si irradia fino al ginocchio e una camminata claudicante. Sono i sintomi, più o meno acuti a seconda della stadio della patologia, della epifisiolisi, l’anomalia dell’anca tipica dell’età evolutiva che consiste nel distacco della testa del femore dalla cartilagine di accrescimento con conseguente scivolamento in direzione posteriore. Un recente studio pubblicato su Pediatrics ha confermato con grandi numeri quello che i pediatri già avevano osservato nella pratica clinica: i ragazzi obesi sono più esposti al rischio di sviluppare questa patologia rispetto ai coetanei con un indice di massa corporea nella norma. Con questa ampia indagine la relazione tra sovrappeso ed epifisiolisi, nota anche come scivolamento dell’epifisi prossimale del femore (slipped capital femoral epiphysis, Scfe), diventa talmente evidente da indurre i ricercatori a dare per certo un legame di causalità tra i due fenomeni. 

I chili di troppo sono direttamente responsabili della patologia. 

Gli scienziati hanno raccolto i dati sul peso di 597mila bambini a 5-6 anni di età e hanno poi condotto una successiva misurazione per 39.500 di questi intorno agli 11-12 anni. Durante il periodo di follow-up, pari in media a circa 7 anni, 209 bambini hanno ricevuto una diagnosi di epifisiolisi. In confronto ai normopeso, i bambini obesi avevano una probabilità sei volte superiore di sviluppare la malattia dell’anca. Per quelli in sovrappeso il rischio era quattro volte superiore. 

In età pre-adolescenziale gli effetti negativi dei chili di troppo diventavano ancora più evidenti. I ragazzi tra gli 11 e i 12 anni gravemente obesi correvano un rischio 17 volte superiore di soffrire dello scivolamento dell’epifisi rispetto ai coetanei dal peso normale. 

«Alcuni dottori, soprattutto chirurghi ortopedici - ha detto Daniel Perry dell’University of Liverpool, a capo dello studio - sono convinti da tempo che la Scfe sia associata all’obesità infantile, nonostante ciò sia stato molto difficile da dimostrare». 

Nonostante non fosse il suo scopo principale, il nuovo studio, grazie alla quantità dei dati raccolti, ha dimostrato che la consistenza del legame è indiscutibile. 

All’inizio dello studio, quando i bambini avevano tra i 5 e i 6 anni di età, il 12 per cento del campione era in sovrappeso e il 9,2 per cento era obeso. Nel sottogruppo dei 3.900 individui seguiti fino ai 12 anni, i 2.963 che erano stati obesi da piccoli continuavano a esserlo anche da più grandi. «Questo è il primo, speriamo di molti studi, che confermerà che l'obesità è dannosa per i bambini - ha dichiarato Deborah Eastwood dell’ University College London - In questo caso è nociva perché aumenta il rischio di una condizione ortopedica rara ma fastidiosa che potrebbe essere invalidante.»

In pediatria i bambini e gli adolescenti vengono considerati obesi se l’indice di massa corporea è superiore a quello del 95 per cento dei loro coetanei. Sono considerati gravemente obesi coloro con un indice di massa corporea più elevato del 99 per cento dei loro coetanei.

«Un elevato indice di massa corporea durante l’infanzia - scrivono i ricercatori nelle conclusioni - è fortemente associato con la Scfe. L'entità dell'associazione, la relazione temporale e la relazione dose-risposta in aggiunta alla plausibilità del legame offrono la più evidente prova disponibile a sostegno dell’esistenza di un'associazione causale».

Tutto lascia pensare che perdendo peso la condizione potrebbe migliorare, dicono i ricercatori.