Bpco, ecco perché alcuni non fumatori si ammalano e alcuni fumatori no

Mistero risolto

Bpco, ecco perché alcuni non fumatori si ammalano e alcuni fumatori no

C’era da chiederselo: come mai alcuni fumatori non sviluppano la malattia polmonare cronica e alcuni non fumatori si ammalano? Tutto dipende dalla dimensione delle vie aeree in rapporto ai polmoni. Se sono troppo piccole il rischio di soffrire di Bpco aumenta anche se non si fuma

di redazione

Lo strano caso dei fumatori che respirano meglio di chi non fuma viene finalmente risolto su Jama. L’anomalia oggetto di uno studio finanziato in parte dal National Heart, Lung, and Blood Institute (Nhlbi) è la seguente: perché alcune persone che fumano regolarmente sigarette non sviluppano la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) mentre altre che non hanno mai fumato si ritrovano con una diagnosi della patologia?

Tutto dipenderebbe da caratteristiche strutturali acquisite nella fase di sviluppo dell’apparato respiratorio. Se le dimensioni delle vie aeree sono piccole rispetto a quelle dei polmoni, si riduce la capacità respiratoria e aumentano le probabilità di soffrire di Bpco anche se non si fuma e non si hanno altri fattori di rischio. Così si spiegherebbe come mai solo una minoranza di fumatori sviluppa la malattia polmonare mentre un terzo dei casi di Bpco si registra tra persone che non hanno mai acceso una sigaretta in vita loro. 

L’apparato respiratorio è una struttura a incastri in cui ogni componente ha un ruolo determinante nel consentire all’aria di muoversi fluidamente al suo interno. Dalla trachea si diramano le vie aeree più piccole, bronchi e bronchioli. Nella maggior parte dei casi le dimensioni di questi canali sono proporzionate a quelle dei polmoni. In alcune persone però le vie aeree sono più piccole o più grandi del previsto, una condizione chiamata disanapsi. Sembra plausibile ipotizzare che la presenza di vie aeree troppo piccole favorisca l’insorgere della Bpco nei non fumatori. Per verificarlo, i ricercatori hanno raccolto i dati di 6.500 persone over 63 (fumatori e non fumatori, con o senza Copd) che avevano partecipato a tre studi, il Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (Mesa) Lung Study, il Subpopulations and Intermediate Outcome Measures in Copd Study (Spiromics), e il Canadian Cohort of Obstructive Lung Disease (CanCold). In quest’ultimo studio erano state misurate le dimensioni delle vie aeree con scansioni di tomografia computerizzata dei polmoni. 

Dalla sintesi dei risultati dei tre studi è emerso che i partecipanti con vie aeree di dimensioni più piccole rispetto a quelle dei polmoni erano molto più esposti al rischio di sviluppare la malattia polmonare in confronto a quelli con vie aeree più grandi. 

Inoltre, le persone con Bpco che non avevano mai fumato avevano vie aeree piccole in proporzione alle dimensioni dei polmoni, mentre i fumatori che non avevano sviluppato la malattia polmonare avevano vie aeree più ampie, superiori anche alla norma. Ecco perché alcuni fumatori non hanno gravi difficoltà respiratorie. Chi ha ricevuto in dotazione dalla natura vie aeree più grandi rispetto alle dimensioni dei polmoni può in parte compensare il danno del fumo ai polmoni avendo a disposizione canali di passaggio dell’aria particolarmente ampi. Ma sarebbe un errore, avvertono i ricercatori, fare affidamento su questo vantaggio. Per evitare i danni del fumo l’unica mossa giusta è smettere di fumare. 

«Questi risultati mostrano che le piccole vie aeree rispetto alla dimensione polmonare sono un fattore di rischio molto forte per la Bpco. 

Questo dato ci aiuta a capire perché il 30 per cento dei casi di Bpco può verificarsi in persone che non hanno mai fumato», ha dichiarato Benjamin Smith, pneumologo presso il Dipartimento di Medicina il Columbia University Irving Medical Center e primo firmatario della ricerca.