Buone notizie per i ciclisti (maschi): la bicicletta non fa male all’apparato genitale

Miti da sfatare

Buone notizie per i ciclisti (maschi): la bicicletta non fa male all’apparato genitale

La salute sessuale degli sportivi sulle due ruote è paragonabile a quella di nuotatori e runner
redazione

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Chi ha voluto la bicicletta, pedali! L’invito arriva da uno studio che smentisce consolidate convinzioni: non è vero che il ciclismo aumenta il rischio di disfunzioni erettili o di patologie delle vie urinarie

È la buona notizia che i ciclisti (maschi) aspettavano da tempo: la bicicletta non danneggia l’apparato sessuale e urinario, non ne compromette la funzione. I benefici sulla salute cardiovascolare delle pedalate intense da veri sportivi o di quelle spensierate delle gite domenicali superano di gran lunga i rischi su genitali e vie urinarie. 

Grazie a uno studio del Dipartimento di Urologia dell’Università della California, San Francisco d’ora in poi gli amanti delle due ruote potranno salire in sella senza preoccupazioni. Perché, lo dicono i dati, non rischiano più dei nuotatori o dei runner. 

I ricercatori hanno infatti valutato l’impatto sulla salute sessuale e sulle funzioni urinarie del ciclismo, del nuoto e della corsa senza scoprire grandi differenze nelle tre discipline sportive. 

Lo studio, il più ampio mai condotto finora, ha coinvolto 2.774 ciclisti, 539 nuotatori, 789 runner. Tutti i partecipanti sono stati invitati a compilare i tre questionari standard per la valutazione della salute dell’apparato sessuale, ovvero il Sexual Health Inventory for Men (Shim), l’International Prostate Symptom Score (I-Pss) e il Chronic Prostatitis Symptom Index (Nih-Cpsi) messo a punto dai National Instuttes of Health. A queste informazioni sono state aggiunte quelle su eventuali infezioni del tratto urinario, stenosi uretrale, intorpidimento dei genitali e piaghe provocate dal sellino. 

Ai ciclisti è stata riservata un’attenzione particolare: gli scienziati hanno voluto conoscere l’intensità del loro allenamento, le caratteristiche della bicicletta e le condizioni della strada per scoprire se questi fattori incidessero sulla salute dei genitali. Così, gli sportivi su due ruote hanno dovuto fornire dettagli sul tipo di bici, sulla struttura, forma e inclinazione del sellino, sull’abbigliamento, sull’altezza del manubrio e sul tipo di strada percorsa abitualmente. I ciclisti che hanno partecipato allo studio sono stati divisi in due gruppi: gli sportivi irriducibili, quelli che scendono in strada più di tre volte a settimana e pedalano per 40 chilometri al giorno, e tutti gli altri, una categoria ampia di frequentatori  delle due ruote che va dai ciclisti della domenica a quelli un po’ più assidui, ma comunque lontani anni luce dalle performance dei primi. 

Il risultato della ricerca è ossigeno puro per i maschi che amano pedalare: in generale la salute sessuale dei ciclisti è paragonabile a  quella dei runner e dei nuotatori. Non solo. A sorpresa si scopre che i ciclisti che si allenano intensamente hanno una funzionalità erettile superiore a quella di chi pedala meno. 

I ricercatori, quindi, si congedano dai ciclisti con l’invito a continuare a pedalare, ma con qualche accortezza: mentre il tipo di bici e di strada non hanno alcun impatto negativo, è bene avere il manubrio più alto del sellino per evitare disturbi ai genitali, come l’intorpidimento e le piaghe, che tra l’altro si possono ridurre in maniera significativa pedalando in piedi per più del 20 per cento del tempo. 

«Questo è il più ampio studio comparativo condotto fino a oggi - dice Benjamin Breyer del dipartimento di urologia dell’Università della California, San Francisco che ha guidato lo studio -  che indaga l’associazione tra le caratteristiche della pedalata, della bicicletta e della strada e la salute dell’apparato sessuale e urinario utilizzando questionari validati. Siamo convinti che i risultati saranno incoraggianti per i ciclisti. Il ciclismo fornisce enormi benefici alla salute cardiovascolare e ha un impatto minimo sulle articolazioni. Crediamo che i vantaggi per la salute ottenuti dai ciclisti che pedalano in sicurezza superino i rischi».