C’è grasso e grasso. Quello addominale è più pericoloso

Il legame

C’è grasso e grasso. Quello addominale è più pericoloso

Una metanalisi che ha coinvolto più di 2milioni di persone ha dimostrato che i chili in eccesso non sono tutto uguali. Quelli accumulati sulla pancia aumentano il rischio di morte prematura. Fianchi larghi e cosce robuste, al contrario, riducono il rischio di morte prematura

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Immagine: 55158656@N06 / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)
di redazione

L’indice di massa corporea (IMC) racconta una parte della storia, non tutta e neanche la più interessante. Perché, è vero, l’IMC dice se c’è del grasso in eccesso ma non dice dove questo si trova. E saperlo è invece importante per valutare i rischi di salute a cui si va incontro. Un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal invita i medici a usare più il centimetro che la bilancia e a concentrare l’attenzione su una specifica parte del corpo: la pancia. Indipendentemente dal peso generale, l’eccesso di grasso accumulato intorno al girovita è associato a un aumento del rischio di morte prematura per ogni causa. 

Buone notizie invece per i cosiddetti fisici “a pera”: i fianchi larghi e le cosce robuste sono associati a un ridotto rischio di morte prematura. Andrebbe ricordato a tutte quelle donne a cui viene negato il privilegio di poter entrare in una taglia 42 dei pantaloni: i tanto odiati ostacoli (fianchi e cosce) che impediscono all’indumento di scorrere agevolmente fino alla chiusura potrebbero in realtà allungargli la vita. 

Il sovrappeso e l’obesità sono noti fattori di rischio per malattie cardiache, diabete, patologie renali e disturbi neurologici. Tuttavia il nuovo studio dimostra che i chili in eccesso non sono tutti uguali e che quelli posizionati sull’addome sono più pericolosi degli altri. 

Lo studio in questione fa più testo che notizia. Nel senso che gli effetti negativi del grasso addominale erano già noti, ma ora sono stati riscontrati a livello di popolazione generale grazie a una meta-analisi consdotta su un gran numero di studi osservazionali. Il punto di forza della ricerca sta proprio nell’ampiezza del campione analizzato.

I ricercatori hanno passato al vaglio 72 studi che avevano coinvolto in tutto 2,5 milioni di persone  la cui salute è stata monitorata per un periodo di tempo variabile dai 3 ai 24 anni.

Tutti gli studi avevano stimato il rischio di almeno tre dei seguenti parametri:  circonferenza della vita, circonferenza dei fianchi, circonferenza della coscia, rapporto vita-fianchi, rapporto vita-altezza, rapporto vita-coscia, indice di adiposità corporea (la misura della massa grassa) e un  indice della forma del corpo (una misura combinata di altezza del corpo, massa e circonferenza della vita).

I ricercatori hanno scoperto che la maggior parte delle misurazioni dell'adiposità addominale tra cui circonferenza della vita, rapporto vita-fianchi, rapporto vita-altezza, rapporto vita-coscia e l’A Body Shape Index (indice correlato con la massa grassa viscerale, ABSI) erano significativamente e positivamente associate a una mortalità per tutte le cause più elevata rischio.

Ogni volta che i parametri più elevati erano quelli che comprendevano il grasso addominale (circonferenza della vita, rapporto vita-fianchi, rapporto vita-altezza, ABSI) si registrava un aumento del rischio di morte prematura. 

Per esempio, ogni aumento di 10 cm (3,94 pollici) della circonferenza della vita era associato a un aumento dell’11 per cento  del rischio di mortalità per tutte le cause, mentre ogni aumento di 0,1 unità nel rapporto vita-fianchi, rapporto vita-altezza e vita-coscia era associato a un rischio maggiore di circa il 20 per cento. 

Dall’analisi dei risultati di tutti gli studi passati al vaglio è emerso anche il valore protettivo dei fianchi larghi e delle cosce robuste. 

Ad ogni aumento di 10 cm della circonferenza dei fianchi era associato a un rischio inferiore del 10 per cento di mortalità per tutte le cause, mentre ogni aumento di 5 cm (della circonferenza della coscia era associato a un rischio inferiore del 18 per cento.

I ricercatori hanno osservato che le associazioni sono rimaste significative indipendentemente dall’indice di massa corporea indicando quindi l’importanza di avere un’informazione in più sul grasso in eccesso: non basta sapere quanto ce ne è, ma bisogna sapere anche dove si trova.  

«Le misurazioni dell'adiposità addominale potrebbero essere utilizzate come approccio supplementare, in combinazione all'indice di massa corporea, per valutare il rischio di morte prematura», concludono i ricercatori.