Cancro del collo dell'utero: grazie al vaccino Hpv basteranno tre controlli nell’arco della vita

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Cancro del collo dell'utero: grazie al vaccino Hpv basteranno tre controlli nell’arco della vita

Grazie all’efficacia del vaccino e al nuovo screening non ci sarà bisogno dei test ogni 3 anni
redazione

Il primo a 30 anni, il secondo a 40 e il terzo a 55. Sono gli unici controlli a cui potrebbero sottoporsi in futuro le donne vaccinate contro il Papillomavirus umano secondo un recente rapporto della Queen Mary University of London (Qmul). 

Il risultato dell’indagine finanziata dal Cancer Research UK e pubblicata su International Journal of Cancer è una buona notizia per gli amministratori del servizio sanitario nazionale inglese (ma anche per quello italiano). La nuova agenda dello screening con i soli tre appuntamenti potrebbe andare a sostituire l’attuale programma che prevede 12 esami nel corso della vita, garantendo così un risparmio notevole pur mantenendo gli stessi vantaggi di prevenzione.

Dal 2008 nel Regno Unito il vaccino contro l’Hpv viene offerto alle ragazze dagli 11 ai 13 anni. L'attuale vaccino protegge le donne dalle forme più pericolose del virus riducendo la possibilità di sviluppare il cancro della cervice uterina. Alla riduzione del rischio dovrebbe quindi corrispondere, secondo gli autori dello studio, la riduzione del numero dei test a cui le donne devono sottoporsi per evitare il rischio di ammalarsi. Utilizzando un modello matematico, i ricercatori prevedono che basteranno tre test in tutta la vita per proteggersi. Attualmente il programma di screening per il cancro del collo dell’utero prevede un controllo ogni tre anni per le donne tra i 25 e i 49 e ogni 5 per quelle tra i 50 e i 64.

«L’NHS - ha commentato Peter Sasieni, esperto di screening del Cancer Research UK e principale autore dello studio  - dovrebbe trarre vantaggio dall'investimento che è stato fatto introducendo il programma di vaccinazione. Le donne ora hanno minori probabilità di sviluppare il cancro della cervice uterina e non necessitano di controlli di routine così rigorosi quanto quelli a rischio più elevato. La modifica del sistema di screening è un'occasione unica per riesaminare quanto spesso le donne sono invitate agli screening durante la loro vita». Lo studio suggerisce di ridurre i controlli anche per le donne che non hanno ricevuto il vaccino. E questo perché sono cambiati i test in uso. Con gli esami attuali che garantiscono periodo più lunghi di sicurezza possono bastare sette appuntamenti, cinque in meno rispetto a quelli attuali. 

«È una grande notizia per le donne - ha detto Julie Sharp, a capo del dipartimento di informazione alla salute del Cancer Research UK said - Il programma di screening per il tumore della cervice uterina è giù molto efficiente e ha condotto a una riduzione considerevole del numero di morti a causa della malattia dal momento della sua introduzione a oggi. Mentre speriamo di vedere ulteriori miglioramenti al programma di screening in futuro, è importante che le donne continuino a rispettare gli appuntamenti».