La cannabis contamina il latte materno: tracce di Thc anche dopo sei giorni

La preoccupazione

La cannabis contamina il latte materno: tracce di Thc anche dopo sei giorni

Se la mamma che allatta ha fumato marijuana il bambino è esposto alla sostanza
redazione

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Tracce di composti della cannabis si trovano nel latte materno anche diversi giorni dopo l’assunzione della sostanza. Gli autori dello studio non forniscono prove degli effetti della contaminazione ma dichiarano la loro preoccupazione

Le vecchie abitudini sono difficili da abbandonare. Così alcune donne che abitualmente fumavano marijuana prima di rimanere incinta potrebbero tornare a farlo una volta partorito durante la fase di allattamento. Devono sapere però che bassi livelli di Thc restano nel latte materno fino a sei giorni dopo aver fatto uso della sostanza.

Lo ha dimostrato uno studio appena pubblicato su Pediatrics che ha analizzato 54 campioni di latte materno proveniente da donne che hanno detto di aver fumato l’erba nei giorni precedenti al test. 

Ebbene, in 34 casi le tracce della sostanza sono stata individuate fino a sei giorni successivi al consumo di marijuana. 

«La marijuana è la droga ricreativa più comunemente usata tra le donne che allattano al seno -scrivono i ricercatori nel preambolo dello studio - Con la legalizzazione della marijuana in diversi Stati degli Usa e con i risultati di uno studio del 1990 in cui gli autori hanno documentato deficit psicomotori nei bambini allattati al seno da madri che usano marijuana, vi è la necessità di informazioni maggiori sull’esposizione del bambino allattato al seno. Il nostro obiettivo con questo studio era di quantificare i cannabinoidi nel latte umano dopo l'uso di marijuana materna».

Lo studio si è limitato a verificare la presenza del Thc nel latte materno, ma non ha fornito alcuna prova sugli effetti che la sostanza potrebbe avere sullo sviluppo dei bambini allattati al seno. I ricercatori tuttavia sospettano che l’assunzione di composti della cannabis, anche se a bassi dosaggi, attraverso il latte materno possa essere pericolosa. Ecco la loro opinione contenuta nelle conclusioni dello studio: «Poiché il cervello si sviluppa rapidamente durante il periodo in cui, idealmente, la principale fonte di nutrizione del bambino è il latte umano, lo sviluppo del cervello può essere alterato dall'esposizione al Thc.  Autori di studi precedenti hanno suggerito che l'esposizione prenatale alla cannabis può interferire con lo sviluppo del cervello con conseguente deficit nella funzione cognitiva e comportamentale. È ragionevole ipotizzare che l'esposizione a 9-Thc, 11-Oh-Thc o cannabidiolo durante l'allattamento al seno a seconda della dose e dei tempi, potrebbe influenzare il normale sviluppo cerebrale di un bambino».

Uno studio pubblicato lo scorso anno su Jama aveva osservato che il numero delle donne in cinta che fa uso di marijuana è aumentato negli ultimi anni, passando dal 4 per cento del 2009 al 7 per cento del 2016. Il fenomeno riguarda soprattutto le donne più giovani. 

«Molte di loro - ha dichiarato alla Reuters Sheryl Ryan del centro medico Milton S. Hershey di Penn State Health a Hershey, in Pennsylvania, autore di un editoriale di accompagnamento allo studio - fumano perché fumavano prima di restare incinta. E, in assenza di dati definitivi sui pericoli dell’utilizzo di marijuana durante la gravidanza, potrebbero non vedere alcun motivo per interrompere la loro abitudine».