La carenza di iodio riduce le probabilità di rimanere incinta

Fertilità

La carenza di iodio riduce le probabilità di rimanere incinta

Le donne che pianificano una gravidanza dovrebbero controllare i livelli del minerale
redazione

pregnant.jpg

Livelli non sufficienti del minerale possono allontanare le possibilità di una gravidanza anche del 46 per cento. Lo studio dei National institutes of Health invita le donne in età fertile a non sottovalutare il problema

Pesce, sale iodato, frutta e verdura e, se non basta, integratori. È così che si colma la carenza di iodio. Lo dovrebbero tenere presente le donne che hanno intenzione di rimanere incinta perché, secondo un nuovo studio dei National institutes of Health, i livelli bassi del minerale possono allontanare le probabilità di una gravidanza. 

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da 500 coppie che avevano pianificato la nascita di un figlio tra il 2005 e il 2009. Gli aspiranti genitori facevano parte di uno studio chiamato Longitudinal Investigation of Fertility and the Environment (Life), nato con lo scopo di indagare l’associazione tra fertilità, ambiente e stile di vita.  Tutte le donne coinvolte nello studio (467) erano state sottoposte inizialmente a esami per valutare i livelli di iodio. Le analisi avevano dato i seguenti risultati: 260 donne (55.7%) avevano iodio a sufficienza, 102 (21,8%) mostravano una lieve carenza, 97 (20,8%) una moderata carenza e 8 (1,7%) una grave carenza. 

Gli scienziati dei Nih sono ricorsi a uno specifico calcolo statistico, il fecundability odds ratio (For), per fare una stima delle possibilità di una gravidanza a ogni ciclo mestruale. Senza entrare nel dettaglio delle formule matematiche, basti sapere che i valori inferiori a 1 indicano basse probabilità di restare incinta in tempi brevi e valori superiori a 1 sono associati invece a chance migliori a breve termine. Ebbene, tra le donne che avevano una carenza di iodio da moderata a grave le probabilità di diventare madri a ogni periodo fertile erano del 46 per cento inferiori in confronto alle donne con un livello di iodio adeguato. Ma quando la carenza è lieve la fertilità non sembra venire compromessa in maniera significativa. 

Questo studio, anche se limitato a un piccolo numero di donne, può fornire indicazioni valide per l’intera popolazione degli Usa. La percentuale di donne del campione con un livello insufficiente di iodio (44,3%) è molto vicina a quella rilevata dalle indagini epidemiologiche dove si parla del 30 per cento di donne in età fertile con carenze di iodio,  minerale utile alla regolazione del metabolismo, alla crescita delle ossa e allo sviluppo del cervello nei bambini. 

«I nostri risultati - dice James L. Mills, tra gli autori dello studio - suggeriscono che le donne che stanno programmando di rimanere incinta abbiano bisogno di più iodio. Il bisogno di iodio aumenta durante la gravidanza e il feto dipende da questo minerale per la formazione dell’ormone della tiroide e per assicurare un normale sviluppo del cervello». 

Gli autori invitano gli esperti di salute pubblica dei vari Paesi a non sottovalutare il problema: qualora la carenza di iodio fosse diffusa nella loro area si potrebbero avviare campagne per aumentare l’apporto del minerale tra le donne in età fertile. Ma attenzione al fai da te: è bene consultare un medico prima di cambiare la dieta o assumere integratori.