Le carie da piccoli aumentano il rischio di malattie cardiache da grandi

Salute orale

Le carie da piccoli aumentano il rischio di malattie cardiache da grandi

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Più sono estesi i problemi a denti e gengive più saranno gravi, da grandi, i problemi cardiovascolari
di redazione

Carie e gengiviti da piccoli aumentano il rischio di infarto e ictus da grandi.  A suggerire che la salute del cuore di un adulto possa essere legata all’igiene orale di quando era bambino è uno studio finlandese appena pubblicato su Jama Network Open che ha monitorato la salute di 755 persone dal 1980 al 2007. All’inizio dello studio tutti i partecipanti, all’epoca dei bambini, sono stati sottoposti a un esame della dentatura per rilevare la presenza di carie o infiammazioni alle gengive. Al termine del periodo di osservazione, 27 anni più tardi, è stato calcolato quanti di loro avessero sviluppato fattori di rischio per infarto e ictus, come la pressione alta, elevati livelli di colesterolo o glicemia e, in particolar modo, l’aterosclerosi. 

Ebbene, le persone che da bambini avevano avuto solo un tipo di infezione del cavo orale (il 6 per cento del totale) avevano l’87 per cento di probabilità in più, rispetto a coetanei senza alcun problema dentale, di sviluppare una forma di difetto cardiovascolare chiamata aterosclerosi subclinica, caratterizzato da un irrigidimento asintomatico delle arterie che non comporta quasi mai conseguenze gravi. 

I bambini che invece avevano sperimentato l’intera gamma di problemi ai denti (34 per cento del totale), dal sanguinamento, alle carie, alle gengiviti, avevano il 95 per cento di probabilità in più di soffrire di patologie cardiovascolari qualche decennio più tardi, soprattutto di sviluppare aterosclerosi. 

«Ciò dimostra quanto sia importante una buona igiene orale per la salute generale e quanto sia importante che il controllo periodico dal dentista inizi presto.I bambini con una bocca sana avevano un profilo di rischio cardiovascolare migliore (valori più bassi di pressione sanguigna, indice di massa corporea, glucosio e colesterolo) durante tutto il periodo di follow-up», ha dichiarato Pirkko Pussinen dell'Università di Helsinki in Finlandia, autore principale dello studio. 

Dallo studio è emerso che trovare un bambino con una bocca sana non è un’impresa facile: più di quattro bambini su cinque avevano carie e otturazioni e il 68 per cento mostrava segni di sanguinamento durante i controlli. Ad avere le gengive gonfie era il 54 per cento dei bambini. 

I ricercatori hanno notato che tanto le carie quanto le gengiviti erano associate a un ispessimento delle pareti della carotide, l’arteria principale del collo che porta il sangue dal cuore al cervello, considerato come un rilevante fattore di rischio per infarto e ictus. 

Una inadeguata salute orale sembrerebbe anche favorire un aumento della pressione e dell’indice di massa corporea, altri due elementi pericolosi per il cuore. 

I ricercatori, data la natura osservazionale dello studio, non possono dimostrare che i problemi dentali siano la causa diretta dei problemi cardiovascolari. Potrebbe darsi infatti che l’associazione sia dovuto ad altri fattori. Per esempio, la cattiva salute orale potrebbe dipendere da una alimentazione scorretta, a sua volta associata a malattie cardiache oppure da una condizione di disagio socio-economico, anch’essa legata a doppio filo al benessere del cuore. 

Comunque sia, lo studio finlandese invita a non sottovalutare i problemi dentali nella popolazione infantile. Curando i denti da piccoli si prevengono problemi al cuore da grandi. «I nostri risultati mostrano per la prima volta, da quanto siamo a conoscenza, che le infezioni orali infantili possono essere un fattore di rischio modificabile per le malattie cardiovascolari dell’adulto», concludono i ricercatori.