Le e-cig con nicotina sono cancerogene?

Il sospetto

Le e-cig con nicotina sono cancerogene?

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Quasi tutte le ricerche avevano concordato nell’imputare il maggior rischio di cancro associato al fumo tradizionale non alla nicotina in sé, ma alle trasformazioni che questa subisce nel corso della lavorazione del tabacco.
di redazione

Le sigarette elettroniche sono sicure? Un nuovo studio pubblicato su Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS) suggerirebbe una risposta laconica: “no”. Il titolo è perentorio: “Il fumo delle sigarette elettroniche induce adenocarcinoma polmonare e iperplasia uroteliale della vescica nei topi”. Cancro ai polmoni e proliferazione anomala di cellule della vescica. Primo chiarimento: stiamo parlando di sigarette elettroniche con nicotina. Secondo chiarimento: bisogna considerare in partenza alcune caratteristiche dello studio che impongono di aspettare ancora un po’ prima di lanciare l’allarme. Un forte sospetto non è una certezza. 

Innanzitutto gli esperimenti sono stati condotti su un numero limitato di topi, 40 per l’esattezza. In secondo luogo gli animali non hanno inalato il vapore delle e-cig come farebbero gli esseri umani, ma sono stati avvolti dal fumo e tutto il corpo vi è stato esposto in maniera particolarmente intensiva, 4 ore al giorno per 5 giorni a settimana. Infine, il periodo di osservazione, 54 settimane, è estremamente lungo: si rischia di non distinguere i tumori insorti con l’età dagli altri. 

Fatte le dovute premesse, emerge comunque il sospetto che le e-cig siano cancerogene. O meglio che la nicotina delle sigarette elettroniche contribuisca a provocare il cancro ai polmoni nei topi. Dai risultati degli esperimenti risulta infatti che la sostanza incriminata è per l’appunto la nicotina: 9 topi su 40 (22,5%) esposti alle e-cig con nicotina per 54 settimane hanno sviluppato un tumore ai polmoni, nessuno dei 20 topi esposti a sigarette elettroniche senza nicotina si è ammalato. 

Inoltre, 23 topi su 40 (57,5%) esposti alla nicotina hanno sviluppato iperplasia della vescica, una eccessiva proliferazione delle cellule che potrebbe trasformarsi in tumore. Solamente un esemplare tra i 17 animali esposti alle e-cig senza nicotina ha manifestato la stessa condizione. 

Siamo di fronte a una novità. La caccia alle sostanze nocive del fumo delle sigarette tradizionali si era conclusa con una lista di colpevoli nella quale non compariva la nicotina pura. Quasi tutte le ricerche avevano concordato nell’imputare i danni del fumo non alla nicotina in sé, ma alle trasformazioni che questa subisce nel corso della lavorazione del tabacco. Alcune sostanze aggiunte al tabacco come i nitrati e i nitriti possono provocare una reazione, chiamata nitrosazione, che trasforma la nicotina in nitrosammine, la N-nitrosonornicotina (NNN) e il chetone nicotina-derivato della nitrosammina (NNK), i cui effetti cancerogeni sono stati dimostrati sui topi e sugli esseri umani. Finora si è pensato che queste sostanze depositate nel sangue e negli organi umani fossero le responsabili dei tumori. 

La convinzione che questo dannoso processo avvenga solo con il fumo delle sigarette tradizionali, e non con quelle elettroniche, viene ora messa in discussione. 

Il nuovo studio ha infatti scoperto che anche in assenza di tabacco la nicotina può diventare nociva. Le cellule dei mammiferi contengono al loro interno ioni nitrosonio (un atomo di azoto e uno di ossigeno) che possono reagire con la nicotina per formare nitrosammine come la NNK. Non solo: nelle cellule umane come in quelle dei topi si troverebbero ampie riserve di un’altra sostanza (citocromo P450) che può convertire le nitrosammine NNN e NNK in composti capaci di reagire con il Dna provocando danni all’origine dei tumori.

Come si spiega però che se sottoponiamo a un test del sangue un fumatore di e-cig troviamo livelli di nitrosammine del 95 per cento inferiori rispetto ai fumatori di tabacco? 

La spiegazione che viene proposta dagli autori del nuovo studio è la seguente: la nicotina, una volta entrata nelle cellule, viene convertita in nitrosammine che non lasciano le cellule e che quindi non potrebbero mai essere rilevate negli esami del sangue. 

I ricercatori avevano osservato in una precedente ricerca la trasformazione della nicotina in nitrosammine all’interno di cellule di polmoni e di vescica umane in coltura. La nicotina torna così sul banco degli imputati perché, volente o nolente, come entra nell’organismo fa danni. 

«Il fumo di tabacco è tra i fattori ambientali più pericolosi a cui gli esseri umani sono abitualmente esposti, ma la potenziale minaccia del fumo di sigaretta elettronica alla salute umana non è ancora del tutto compresa

I risultati del nostro studio sui topi non hanno l’intenzione di essere validi  per gli umani,  sostengono però che il fumo di sigaretta elettronica deve essere studiato più a fondo prima che venga ritenuto sicuro o commercializzato in quel modo», concludono i ricercatori.