Il colesterolo buono allontana il rischio di demenza

Lo studio

Il colesterolo buono allontana il rischio di demenza

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I primi segnali associati al declino cognitivo sono presenti già vent’anni prima. Si tratta di cambiamenti nella materia grigia e bianca del cervello. E buoni livelli di Hdl nel sangue possono evitare che avvengano
di redazione

La fama di “buono” sembrerebbe meritata. Il colesterolo Hdl, infatti, allontana il rischio di demenza. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Brain Imaging and Behavior condotto su 135 donne monitorate per vent’anni. Le partecipanti con livelli normali di colesterolo “buono” nel sangue mostravano meno danni alla materia bianca cerebrale nelle immagini della risonanza magnetica condotta due decenni più tardi e migliori performance cognitive rispetto alle donne con livelli bassi di Hdl. 

Lo studio conferma la verità dell’antico motto “mens sana in corpore sano”. 

Un buon livello di Hdl, infatti, è indice di un organismo in salute, fisicamente attivo, con una buona pressione arteriosa e un buon funzionamento dei vasi sanguigni. E la buona salute cardiovascolare ha effetti positivi anche sul cervello: valori elevati di Hdl, hanno scoperto i ricercatori, allontanano il rischio di iperintensità della sostanza bianca, un danno cerebrale associato allo sviluppo di demenza e Alzheimer. Quindi i livelli di colesterolo hanno un impatto diretto sulla struttura del cervello.

«Questi risultati - ha dichiarato Cassandra Szoeke, docente della University of Melbourne, a capo del Women’s Healthy Ageing Project -  suggeriscono che le strategie usate per colpire i principali fattori di rischio cardiovascolare nella mezza età potrebbero essere efficaci anche nel ridurre lo sviluppo di lesioni cerebrali e il declino cognitivo».

Sullo stesso numero della rivista è stato ospitato un altro studio che individua alcuni precoci segnali di allarme del declino cognitivo. I ricercatori hanno osservato che il volume della materia grigia nel cervello delle donne di 60 anni è predittivo delle performance della memoria a 70 anni. La materia grigia è responsabile di attività cognitive fondamentali come il linguaggio, l’elaborazione dei suoni, i sentimenti, la vista e la memoria. La materia bianca  invece permette la comunicazione tra le aree della sostanza grigia e tra queste e altre parti del corpo. 

Presi insieme, i due studi dimostrano che esistono importanti indicatori, utili per fare previsioni sul rischio di declino cognitivo nelle donne in salute, il volume della materia grigia da una parte e le alterazioni della materia bianca dall’altra, associate ai livelli di colesterolo nel sangue.

Le donne, sottoposte a risonanza magnetica, che presentavano cambiamenti nella sostanza bianca avevano punteggi inferiori nei test di pianificazione e organizzazione. Le donne con una riduzione del volume della materia grigia avevano ridotte capacità di memoria in età avanzata. 

«Mantenere la salute del cervello non è importante solo perché la demenza accorcia la vita - ha detto Szoeke - ma anche perché oggi più che mai dobbiamo elaborare molte informazioni ogni giorno: basta considerare quante volte è necessario fare click sulla scritta “ho dimenticato la password”».