Come aumentare le vaccinazioni? Cominciamo a mandare un promemoria alle famiglie

Sano pragmatismo

Come aumentare le vaccinazioni? Cominciamo a mandare un promemoria alle famiglie

Una review Cochrane mostra che bastano una mail o un sms per far salire i tassi di vaccinati dell’8%
redazione

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Non esistono solo gli antivaccinisti incalliti. C’è anche chi i vaccini non li fa semplicemente perché se ne dimentica: non sono pochi e soprattutto non hanno nulla in contrario alle vaccinazioni. E se cominciassimo da loro? Basterebbe mandargli un'email

C’è chi si ostina a credere che facciano male, c’è chi pensa siano il frutto di un complotto globale ordito dalle farmaceutiche, c’è chi rimanda perché, nel dubbio, è meglio prendere tempo. Ma c’è anche chi i vaccini non li fa semplicemente perché se ne dimentica. E così nel grande calderone degli “anti-vax” finiscono (ingiustamente) anche loro, i genitori convinti che vaccinare i figli sia cosa buona e giusta ma che saltano l’appuntamento del calendario vaccinale semplicemente perché nessuno glielo ha ricordato. 

Forse, con buona pace dei promotori di grandi e costose campagne di informazione, per aumentare il numero delle vaccinazioni bisognerebbe partire proprio da qui, da un pragmatico e risolutivo “recall”: basterebbe una mail, un sms sul telefonino, una telefonata oppure una lettera per informare i destinatari sulle vaccinazioni che loro o i loro figli devono ancora effettuare. Là dove è stata adottata, la strategia del promemoria si è rivelata vincente. 

Lo dimostra una revisione Cochrane pubblicata nella Cochrane Library che ha raccolto i risultati di 75 studi in 10 Paesi negli Usa, Australia, Europa e Africa sull’efficacia dei richiami inviati alle famiglie. Più precisamente si tratta di 29 studi sull’utilità degli avvisi per le vaccinazioni pediatriche di routine come morbillo, rosolia e parotite e poliomelite, di 24 studi sui vaccini antinfluenzali per adulti, 12 studi sui vaccini indicati per gli adolescenti, 8 studi su vaccinazioni per adulti come tetano e epatite B e 5 studi sulla vaccinazione antinfluenzale nei bambini. 

I ricercatori hanno confrontato il tasso delle vaccinazioni nei Paesi che adottavano lo strumento del recall con quello dei Paesi che preferivano prodigarsi in campagne mediatiche di informazione piuttosto trascurando soluzioni più pratiche. 

Ebbene, ricordare alle famiglie i loro appuntamenti vaccinali aumenta il numero dei vaccini eseguiti dell’8 per cento. Questo risultato vale sia per gli adulti che per i bambini.  Che arrivi via posta o via smartphone, attraverso una telefonata reale o computerizzata, poco importa: il recall funziona meglio di tante altre iniziative a favore delle vaccinazioni. Perché strappa al gruppo degli anti-vaccinisti tutti quelli che ci erano finiti per sbaglio e che, sopraffatti dalle tante scadenze da ricordare, avevano trascurato gli appuntamenti per la prevenzione delle malattie infettive. Assicurarsi le vaccinazioni di tutti i “distratti” è un primo passo e neanche piccolo. 

«Anche un minimo effetto del promemoria e del richiamo- afferma Julie Jacobson Vann della University of North Carolina, Chapel Hill School of Nursing e principale autore dello studio - se viene considerato su larga scala e su un’intera popolazione può portare a un grande beneficio sulla salute pubblica. Abbiamo la tecnologia per inserire i richiami e gli avvisi nelle cure di base di routine. Basta personalizzare il sistema di avvisi per ogni servizio sanitario per massimizzarne gli effetti. Per esempio la telefonata personale è sicuramente efficace, ma può anche essere più costosa di altri interventi». 

Perché il sistema dei richiami funzioni, scrivono i ricercatori, bisogna accertarsi che i messaggi vengano forniti in modo chiaro, che siano aggiornati e accurati. Ma il requisito principale è un altro: i presidi vaccinali devono essere accessibili e funzionare bene.