Così la Cina ha convinto la popolazione a ridurre il consumo di sale

Salute pubblica

Così la Cina ha convinto la popolazione a ridurre il consumo di sale

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità limitare il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno per gli adulti rappresenta una delle misure più efficaci e meno costose che i Paesi possono adottare per migliorare la salute della popolazione. 
di redazione

Ristoratori, supermercati, aziende alimentari, esperti di salute pubblica, giornali e altri mezzi di comunicazione, singoli cittadini. Tutti votati a un’unica causa: ridurre il consumo di sale nella popolazione. Dopo cinque anni si tirano le somme del programma governativo cinese Shandong-Ministry of Health Action on Salt and Hypertension (SMASH) che ha promosso una serie di iniziative differenti per convincere la popolazione della provincia di Shandong, la seconda più popolosa della Cina, a cambiare le abitudini a tavola. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità limitare il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno per gli adulti rappresenta una delle misure più efficaci e meno costose che i Paesi possono adottare per migliorare la salute della popolazione. 

La campagna cinese lo conferma, come dimostrano i dati pubblicati su JAMA Internal Medicine. I ricercatori hanno analizzato i campioni di urina di circa 3.600 persone prima e dopo la grande campagna di prevenzione basata su molteplici strategie concomitanti. A distanza di cinque anni i livelli di sodio nelle urine sono calati del 25 per cento, con benefici sulla pressione arteriosa che in media è scesa leggermente ma in maniera significativa (da 13,8/83,9 a 130/80,8 mm Hg.). 

Il programma SMASH si basava su diversi interventi messi in atto contemporaneamente con il sostegno del governo. Tutti gli addetti alla filiera alimentare, dai produttori di alimenti, ai ristoratori, ai supermercati, ai catering hanno ridotto la quantità di sale nel cibo. I negozi di alimentari hanno promosso la vendita di cibi a basso contenuto di sodio. Alle famiglie sono stati distribuiti dosatori di sale per rientrare nella soglia consigliata. Anche i giornali e gli altri mezzi di comunicazione hanno fatto la loro parte ospitando avvisi e campagne di sensibilizzazione. Poster, locandine e opuscoli sono stati distribuiti nelle scuole e in altri luoghi frequentati dal pubblico. Singoli cittadini sono stati reclutati come educatori dopo essere stati istruiti dal personale sanitario. 

Il traguardo del programma era piuttosto ambizioso dato che la provincia di Shandong è trai principali centri produttivi di sale di tutta la Cina. 

Eppure, grazie alla strategia multi-intervento, i promotori del progetto sono riusciti anche a convincere i cittadini a sostituire il sale con un composto a basso contenuto di sodio contenente cloruro di potassio. 

Durante i cinque anni della campagna i livelli di cloruro di potassio nelle urine sono saliti del 15 per cento. 

Il programma si è concentrato particolarmente sulle donne, che sono spesso responsabili dell’acquisto e della preparazione degli alimenti, sui bambini in età scolare e sui loro genitori

«I responsabili politici di altre regioni del mondo potrebbero prendere in considerazione la possibilità di seguire questo approccio per pianificare e attuare strategie di modifica del comportamento sanitario a livello di popolazione per altri tipi di intervento sullo stile di vita. È più probabile che gli approcci basati sulla popolazione raggiungano obiettivi di ampia portata e riducano le disuguaglianze rispetto agli interventi rivolti a determinati gruppi a rischio» ha scritto Tracy Wang, della Duke University in un articolo di accompagnamento allo studio