La depressione post partum può durare anche tre anni

L’ipotesi

La depressione post partum può durare anche tre anni

Uno studio su Pediatrics dimostra che la depressione post partum può manifestarsi in modi diversi. Alcune donne superano il malessere in pochi mesi, altre se lo trascinano fino ai tre anni del figlio. È necessario allungare il periodo di monitoraggio della condizione psicologica delle neo-mamme

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Immagine: Rob from Sydney, Australia, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

È sempre stato considerato un disturbo transitorio di breve durata. Ma ora si scopre che può restare a lungo, anche tre anni. Stiamo parlando della depressione pot partum, quel malessere psicologico più o meno profondo che  viene attribuito agli sbalzi ormonali successivi alla nascita di un figlio. Su Pediatrics sono stati pubblicati i risultati di uno studio condotto su 4.900 neomamme: un quarto delle donne mostrava ancora i sintomi depressivi tipici del puerpuerio quando il figlio aveva compiuto tre anni e gli ormoni erano  da un bel po’ di tempo tornati al loro posto.

Le donne coinvolte nello studio avevano compilato in quattro momenti diversi un questionario composto da cinque domande chiave per valutare i sintomi della depressione. Non si trattava di uno strumento clinico in grado di diagnosticare il disturbo depressivo, ma di un test per il riconoscimento dei sintomi associati alla depressione, che sono campanelli di allarme ma non prove certe di un vero e proprio disturbo mentale.

Le neo-mamme sono state sottoposte al test 4 mesi dopo il parto e successivamente quando il bambino aveva 1, 2 e 3 anni di vita. 

I risultati dello screening descrivono quattro tipologie di donne in base alla condizione psicologica successiva al parto: ci sono le donne che non vengono colpite dalla depressione, o che sviluppano sintomi molto lievi (tre quarti), quelle che soffrono di depressione nei primi quattro mesi di vita del neonato ma che poi migliorano (13%) e quelle che all’inizio manifestano sintomi leggeri per peggiorate nei mesi successivi (8%) e quelle che si trascinano i sintomi del disagio psicologico fino al terzo anno di vita del figlio (4,5%).  

I ricercatori del National Institute of Child Health and Human Development di  Bethesda, nel Maryland (Usa) interpretano i risultati del loro studio come un invito ad allungare il periodo di monitoraggio della salute mentale della neo-mamma ben oltre i sei mesi previsti dalle linee guida dell’American Academy of Pediatrics (AAP). Perché la depressione può insorgere anche più tardi e durare più a lungo.

«Il nostro studio dimostra che sarebbe difficile conoscere la traiettoria dei sintomi depressivi delle donne se vengono seguite per soli sei mesi», ha commentato Diane Putnick, a capo dello studio. 

In base ai dati ottenuti dalla ricerca, gli scienziati suggeriscono di monitorare le donne per almeno due anni dopo il parto. I controlli potrebbero coincidere con le visite pediatriche di routine del figlio. Che sarebbe il modo migliore per assicurarsi che le donne vengano effettivamente valutate. Se dipendesse solo da loro, infatti, molti casi critici sfuggirebbero alla diagnosi. C’è il rischio che le donne, troppo impegnate nell’accudimento dei figli, sottovalutando il loro malessere non chiedano aiuto con la speranza di stare meglio prima o poi. Resta però da chiarire chi dovrebbe eseguire il test per le mamme. Potrebbero forse farlo i pediatri semplicemente consegnando alle donne un questionario e indirizzandole, in caso di un sospetto, da uno specialista.