Sei a rischio di ipoglicemia? Un modello matematico può dirtelo

Diabete

Sei a rischio di ipoglicemia? Un modello matematico può dirtelo

Lo strumento per classificare i pazienti con diabete verrà adottato negli ospedali americani
redazione

È la più frequente complicanza del diabete di tipo 2 e negli Stati Uniti è la causa di 100 mila visite al pronto soccorso all’anno. Stiamo parlando dell’ipoglicemia, il rapido e più o meno drastico abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue che può presentarsi per lo più dopo aver saltato un pasto o aver eseguito un intenso esercizio fisico. Presto i medici americani avranno a disposizione uno strumento per conoscere quali sono i pazienti più a rischio e prevenire così il pericoloso calo glicemico che a lungo andare può causare seri problemi cardiovascolari. I ricercatori della Kaiser Permanente , un centro di cura e ricerca in California, in collaborazione con la Food and Drugs Administration hanno realizzato un modello matematico capace di prevedere episodi di ipoglicemia nell’arco di 12 mesi. 

Lo strumento, pronto per essere adottato negli ospedali pubblici dei Centers for Medicare & Medicaid Services  o privati come la Mayo Clinic, è stato realizzato combinando 156 possibili fattori di rischio per l’abbassamento degli zuccheri ricavati dall’analisi dei dati clinici di 200 mila pazienti con diabete 2.  Sfruttando le tecniche di apprendimento dell’intelligenza artificiale, i ricercatori sono riusciti a ottenere un sistema pratico e semplice di classificazione dei pazienti in tre categorie di rischio: alto, medio o basso. 

La previsione si basa su 6 variabili: il numero di ricoveri di urgenza per episodi di ipoglecemia avvenuti in precedenza, l’uso di insulina, l’assunzione di sulfoniluree, la presenza di malattie renali gravi, il numero di visite al pronto soccorso per altre ragioni nell’ultimo anno e l’età. 

Il nuovo modello predittivo dell’ipoglicemia è stato poi testato per valutarne l’efficacia su più di un milione di pazienti con diabete di tipo 2. 

«A volte una persona con diabete non si accorge  che il livello di zucchero sta calando e può condurre a una grave ipoglicemia, causa accertata di cadute, incidenti automobilistici, e persino di morte - spiega  Andrew J. Karter della Kaiser Permanente Division of Research tra i principali autori dello strumento predittivo  — L’ipoglicemia si può spesso prevenire con opportune accortezze cliniche e siamo convinti che questo strumento aiuti a indirizzare l’attenzione dei medici verso i pazienti più a rischio». 

Il progetto è stato sostenuto dall’Fda come parte integrante della Safe Use Initiative, il piano governativo per ridurre gli effetti avversi delle cure mediche. L’ipoglicemia è infatti una delle principali  complicanze del trattamento farmacologico del diabete.