Diabete, andare in bici può allungare la vita

Lo studio

Diabete, andare in bici può allungare la vita

Secondo uno studio condotto su più di 5mila persone con diabete, l’uso della bicicletta riduce il rischio di mortalità cardiovascolare e per tutte le cause. Bastano due ore a settimana per assicurarsi una vita più lunga

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Immagine: www.Pixel.la Free Stock Photos / CC0
di redazione

Non sappiamo se l’abbiano voluta la bicicletta. Sappiamo però che hanno pedalato e così facendo si sono allungati la vita. È successo a un gruppo di persone con diabete che ha partecipato a uno studio presentato al meeting annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD). L’indagine condotta dal Centre for Physical Activity Research, Rigshospitalet, di Copenhagen su più di 5mila adulti in 8 Paesi dell’Europa occidentale ha dimostrato che il ciclismo praticato in modo amatoriale riduce il rischio di mortalità cardiovascolare e di mortalità per tutte le cause tra le persone con diabete. 

Gli scienziati si sono basati sulle risposte fornite dal campione a due questionari, il secondo condotto a distanza di cinque anni dal primo, che chiedevano informazioni sulle condizioni di salute e sulle attività sportive svolte. Il campione è stato diviso in due gruppi, ciclisti e non ciclisti. 

Dall’analisi dei dati è emerso che nel gruppo delle persone che usavano la bicicletta si registrava una riduzione notevole del rischio di morte prematura per tutte le cause. Per esempio: chi andava in bicicletta da una  due ore a settimana riduceva del 24 per cento il rischio di morire prematuramente per qualunque causa. 

Aumentando il tempo dedicato all’attività sportiva aumentavano anche i vantaggi sulla salute: chi pedalava tra i 150 e i 300 minuti a settimana otteneva una riduzione del rischio di mortalità per ogni causa del 31 per cento. Oltre quella soglia però non si avevano ulteriori benefici. 

Gli scienziati hanno anche scoperto che non è mai troppo tardi per salire in sella e assicurarsi gli effetti positivi delle pedalate. Le persone che nel primo questionario avevano risposto di non usare la bicicletta e che invece cinque anni dopo avevano dichiarato di aver iniziato a pedalare avevano ottenuto una riduzione del rischio di mortalità per ogni causa di morte del 35 per cento in confronto ai non ciclisti impenitenti. 

Risultati simili sono stati osservati per la mortalità cardiovascolare. 

«Il ciclismo è stato associato a un minor rischio di mortalità cardiovascolare e di mortalità per tutte le cause tra le persone con diabete indipendentemente dalla pratica di altri tipi di attività fisica. I partecipanti che hanno iniziato a pedalare tra la partenza dello studio e il secondo sondaggio avevano un rischio significativamente inferiore di mortalità sia per tutte le cause che per causa cardiovascolare rispetto ai non ciclisti coerenti. Dato che iniziare a pedalare riduce il rischio di mortalità sia per tutte le cause che per cause cardiovascolari tra le persone con diabete, questi risultati suggeriscono che il ciclismo potrebbe essere aggiunto agli schemi di riferimento dell'attività fisica per la cura clinica del diabete», concludono i ricercatori.