Diabete gestazionale: rischio per mamma e bebè

Il legame

Diabete gestazionale: rischio per mamma e bebè

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Conoscere in anticipo quali sono i bambini potenzialmente a rischio può anticipare la diagnosi della malattia
di redazione

I bambini nati da donne che hanno sofferto di diabete gestazionale durante la gravidanza sono più esposti al rischio di sviluppare diabete di tipo 1. È quanto ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori del McGill University Health Centre a Montreal e pubblicato sul Canadian Medical Association Journal che potrebbe contribuire a un riconoscimento precoce della malattia, fondamentale per evitare le complicanze più gravi provocate dalle anomalie nella produzione di insulina, la chetoacidosi in primis. 

I ricercatori hanno raccolto dai database delle assicurazioni sanitarie canadesi i dati di 73mila madri, alcune con diabete gestazionale, altre senza e hanno calcolato il numero di casi di diabete nella prole. L’incidenza della malattia autoimmune tra i bambini nati da madri con diabete gestazionale era ogni anno di 4,5 nuovi casi ogni 10mila persone in confronto a 2,4 registrata tra i nati da madri senza diabete gestazionale. In sostanza, un bambino nato da una madre che ha avuto un aumento della glicemia durante la gestazione (generalmente nel secondo trimestre) ha una probabilità doppia di soffrire di diabete 1 rispetto a un bambino nato da una donna senza diabete gestazionale.

Si tratta di una differenza così ampia che non può essere dovuta al caso e che indica chiaramente che esiste un legame tra il diabete gestazionale della madre e il rischio di diabete 1 nei figli. 

«Abbiamo scoperto che un bambino o un adolescente la cui madre aveva il diabete gestazionale aveva quasi il doppio delle probabilità di sviluppare il diabete di tipo 1 prima dei 22 anni», dice la coordinatrice dello studio Kaberi Dasgupta, a capo del Centre for Outcomes Research and Evaluation al McGill University Health Centre. 

«Solamente un piccolo numero di bambini svilupperà però il diabete prima dell’età di 22 anni, anche se le loro madri hanno avuto il diabete gestazionale», avverte Meranda Naklha, ricercatrice del Child Health and Human Development Program della struttura canadese. «Tuttavia - mette in guardia il medico - se i bambini cominciano a mostrare sintomi quali minzione frequente, sete eccessiva o perdita di peso, i genitori e i medici dovrebbero considerare la possibilità di diabete».

Gli autori dello studio sperano che studi futuri possano chiarire le ragioni dell’associazione da loro individuata, ma sono convinti che i risultati della loro ricerca possano già essere utilizzati nella pratica clinica per favorire una diagnosi precoce che anticipi la comparsa dei sintomi. Nel 25 per cento dei casi, infatti, la diagnosi di diabete di tipo 1 avviene in concomitanza con un episodio di chetoacidosi diabetica, una complicanza della malattia potenzialmente fatale. 

«Tutti gli indicatori di una maggiore probabilità di sviluppare la malattia (come ricorrenti infezioni enterovirali, la mancanza della vaccinazione per il rotavirus, l’avanza età materna e paterna) potrebbero potenzialmente facilitare la diagnosi precoce e la gestione della patologia», affermano gli autori dello studio. 

Precedenti studi avevano già dimostrato che il diabete di tipo 1 e di tipo 2 nei genitori rappresenta un fattore di rischio ben definito per la progenie di sviluppare la stessa patologia.