Le diete senza carne sono amiche del cuore. Vegetariani e pescetariani a minor rischio di malattie coronariche

L’indagine

Le diete senza carne sono amiche del cuore. Vegetariani e pescetariani a minor rischio di malattie coronariche

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Se si seguono per dieci anni 1.000 persone vegetariane e altrettante che hanno una dieta "onnivora", nel primo gruppo si verificano 10 casi in meno di malattie cardiovascolari ma 3 ictus in più
di redazione

Scelte discutibili, mode del momento o sane abitudini alimentari?

Il New York Times ha detto la sua e spera di non doverci più tornare sopra: i vegani hanno ragione dal punto di vista etico e ambientale, gli va riconosciuto. Chi non vuole rinunciare alla carne o ai derivati degli animali, almeno smetta di prenderli in giro. 

Ma, oltre che all’ambiente, fa bene anche alla salute? Per rispondere alla domanda un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford ha condotto un’ampia indagine sull’impatto che alcune scelte alimentari hanno sull’organismo. Sono stati messi a confronto gli effetti delle diete vegetariane (vegani inclusi) e pescetariane con quelli di un’alimentazione “tradizionale” che prevede il consumo di carne.

Il verdetto, in questo caso, è più sfumato: vegetariani, vegani e pescetariani hanno un rischio ridotto di malattie cardiovascolari rispetto ai consumatori di carne, ma vegetariani e vegani hanno maggiori probabilità di subire un ictus di natura emorragica in confronto a chi non disdegna bistecche e hamburger. L’aumentato pericolo di emorragia cerebrale tra chi segue diete “veg” potrebbe dipendere da livelli troppo bassi di colesterolo totale nel sangue o da carenze di alcune vitamine. 

Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, si è basato sui dati di 48mila persone dall’età media di 45 anni seguite per 18 anni. Nessuno aveva malattie cardiovascolari al momento del reclutamento. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi in base alle abitudini alimentari: consumatori di carne (24mila), pescetariani (7.500), ovvero pesrone che sostituiscono la carne con il pesce, e vegetariani-vegani (16mila). 

In generale si sono registrati nel corso del periodo di osservazione 2.800 casi di malattie cardiovascolari e 1.000 casi di ictus di cui 519 di ictus ischemico e 300 casi di ictus emorragico. 

Dopo aver preso in considerazione gli altri fattori che avrebbero potuto influenzare il risultato come il fumo, l’attività fisica, altre condizioni di salute ecc…, è emerso che pescetariani e vegetariani riducevano rispettivamente del 13 e del 22 per cento il rischio di malattie cardiovascolari rispetto ai consumatori di carne. Tradotto in numeri assoluti significa 10 casi in meno di malattie cardiovascolari tra i vegetariani rispetto ai consumatori di carne ogni mille persone nel corso di 10 anni. Perché le diete senza carne sono più salutari per il cuore? Intanto perché favoriscono la perdita di peso e poi perché abbassano i livelli di colesterolo, la pressione sanguigna e riducono il rischio di diabete. 

Ma le diete vegane e vegetariane sembrerebbero avere altri rischi. Chi le segue ha una probabilità del 20 per cento maggiore di andare incontro a un ictus, soprattutto di natura emorragica, rispetto a chi consuma carne (3 casi in più ogni mille persone in 10 anni). Tra i vegani e i vegetariani sono stati registrati livelli molto bassi di colesterolo totale e carenze di alcune vitamine come la B12, fattori che potrebbero spiegare la maggiore esposizione all’ictus emorragico. 

In un editoriale collegato allo studio, Mark Lawrence della Deakin University, in Australia, suggerisce che il rischio di ictus emerso nello studio dovrebbe essere interpretato con cautela:  «Si basa sui risultati di un solo studio e l'aumento è modesto rispetto ai consumatori di carne». Secondo Lawrence, inoltre, non bisogna dimenticare che l’indagine è stata condotta tra abitanti del Regno Unito che hanno abitudini alimentari differenti da quelle delle popolazioni di regioni a basso o medio reddito dove vive la maggior parte dei vegetariani nel mondo.