Endoscopi puliti per pazienti più sicuri

Prevenzione

Endoscopi puliti per pazienti più sicuri

redazione

Da un lato informare la comunità scientifica sui rischi legati a un inadeguato ricondizionamento degli endoscopi, dall’altro individuare le possibili soluzioni per offrire ai pazienti trattamenti sicuri. È questo il duplice scopo di “Endodays”, una serie di workshop itineranti promossi da 3M Salute rivolti a Direzioni generali o sanitarie, responsabili del ricondizionamento, e risk manager.

A dicembre 2016 è stato pubblicato il rapporto tecnico UNI TR 11662, con l’obiettivo di unificare le procedure operative del processo di ricondizionamento degli endoscopi termolabili per aumentarne la qualità e la sicurezza e di ridurre i rischi di infezione correlati all’assistenza. Come descritto nel rapporto, il processo di ricondizionamento di un endoscopio deve seguire specifiche fasi sequenziali che prevedono verifiche e controlli dell’operatore.

Il rapporto UNI «aumenta la sicurezza del paziente e consente di ridurre i rischi di infezioni correlate all’assistenza» assicura Cinzia Rivara, presidente Anote-Anigea, l'Associazione degli infermieri operatori tecniche endoscopiche. Il rapporto tecnico, spiega, affronta «una serie di punti fondamentali: dalla pre-detersione alla prova di tenuta dell’endoscopio. Uno dei punti più critici, è il lavaggio manuale ed è fondamentale la tracciabilità di tutto il percorso fino allo stoccaggio e al rilascio. Tutti questi aspetti rappresentano una parte importante per l’accreditamento delle endoscopie, promosso da Società italiana di endoscopia digestiva e Anote-Anigea».

«Ricerca e innovazione sono sempre stati il motore della nostra azienda – sostiene Alessandro Lofoco, Sales & Marketing Manager di 3M - e anche con questa campagna vogliamo supportare un passaggio culturale importante nel nostro Paese, in questo caso nell’unificare le procedure operative del processo di ricondizionamento degli endoscopi termolabili. Siamo convinti che il nostro contributo non debba limitarsi al rendere disponibili tecnologie avanzate, ma debba andare oltre, pensando al contesto in cui operiamo e a garantire le migliori condizioni di sicurezza dei pazienti che affrontano un’endoscopia».

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