Esami del sangue: il neonato soffre meno se sta tra le braccia della mamma

Lo studio

Esami del sangue: il neonato soffre meno se sta tra le braccia della mamma

Il grembo materno è un potente antidolorifico
redazione

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Uno studio italiano dimostra che le tradizionali strategie di sollievo dal dolore, come gocce di acqua zuccherata, funzionano meglio se i bambini sono in braccio alla mamma mentre vengono punti dall’ago

Le braccia della mamma hanno un potere calmante e aumentano l’effetto tranquillizzante di altri interventi. Secondo uno studio dell’Irccs materno infantile Burlo Garofolo di Trieste il modo più efficace per ridurre il dolore dei neonati sottoposti a un prelievo del sangue è quello di farli cullare nel grembo delle loro mamme mentre gli vengono offerti altri trattamenti analgesici.

I rimedi tradizionali per consolare le sofferenze provocate dalla puntura dell’ago, ovvero un po’ di acqua e zucchero oppure un sorso di latte materno, funzionano meglio se il neonato in quel momento si trova avvolto dalle braccia materne. 

I ricercatori hanno osservato le reazioni alle punture di 80 bambini di tre giorni di vita divisi in quattro gruppi: i bambini del primo gruppo ricevevano gocce di acqua e zucchero mentre erano distesi sul fasciatoio, quelli del secondo succhiavano un sorso di latte materno dal biberon sempre stesi sul fasciatoio, quelli del terzo venivano rifocillati di acqua zuccherata mentre erano tenuti in braccio dalla mamma, e infine quelli del quarto gruppo venivano allattati direttamente al seno materno. 

Ebbene, i bambini cullati dalle mamme mentre ricevevano altri “calmanti” naturali erano i meno stressati.

I ricercatori hanno valutato il grado di sofferenza dei piccoli inizialmente dalle loro espressioni facciali ma hanno anche misurato i cambiamenti del livello di ossigeno nel cervello dei neonati per comprendere quale area venisse attivata dal dolore al momento della puntura e per valutare gli effetti delle diverse strategie calmanti. Questa misurazione è stata effettuata con un sistema poco invasivo chiamato “spettroscopia nel vicino infrarosso”. Si tratta di sensori posizionati sulla superficie della testa in grado di rilevare mutamenti nella ossigenazione del cervello. 

I diversi metodi antidolorifici sono associati a diverse risposte nel cervello. L’acqua zuccherata, per esempio, sembrerebbe ridurre la trasmissione del dolore nella corteccia cerebrale. 

«Da un punto di vista clinico - ha dichiarato Sergio Demarini, principale autore dello studio - il grembo della madre, in combinazione con lo zucchero o l'allattamento al seno, ha fornito un migliore effetto analgesico rispetto al latte materno e al glucosio da soli. Il motivo per cui una combinazione di metodi funziona meglio è probabilmente dovuto al fatto che i vari metodi hanno diversi meccanismi di azione e pertanto, gli effetti potrebbero essere cumulativi». 

I ricercatori non hanno perso tempo a valutare gli effetti tranquillizzanti degli abbracci materni da soli perché molti studi scientifici precedenti avevano già dimostrato che il contatto fisico con la mamma, soprattutto pelle a pelle, ha un evidente potere rilassante.