Con genitori depressi o stressati i bambini sono più a rischio di infortuni

Il legame

Con genitori depressi o stressati i bambini sono più a rischio di infortuni

Cadute, bruciatore, ingestione di sostanze tossiche, da più piccoli. E incidenti stradali da più grandi. Sono i rischi tipici dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma i figli di genitori con un disturbo mentale hanno maggiori probabilità farsi male

di redazione

Lividi, bernoccoli, bruciature, ferite fanno parte dei rischi dell’infanzia, ma se i bambini si fanno male troppo spesso potrebbe essere il segno di un disturbo mentale dei genitori. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha infatti dimostrato che esiste un’associazione tra la malattia mentale delle madri e dei padri e il rischio di infortuni dei figli. 

I ricercatori hanno anche individuato quali sono gli incidenti più frequenti per ogni età. I risultati sono frutto di una indagine condotta su 1 milione e 500mila bambini nati in Svezia tra il 1996 e il 2011. Le informazioni sulla salute mentale dei genitori sono state ricavate dai database dell’assistenza sanitaria dove vengono registrate le diagnosi di psicosi, abuso di alcol e droga, depressione, stress,  disordino alimentari e disturbi della personalità. 

Negli stessi archivi sanitari si trovano i dati degli infortuni dei bambini, dalle cadute, alle bruciature, all’ingestione di sostanze tossiche fino ad arrivare agli incidenti stradali nell’adolescenza. I ricercatori hanno diviso la popolazione infantile analizzata in cinque fasce di età: 0-1, 2-5, 6-9, 10-12 e 13-17. 

Dall’incrocio dei dati, dopo avere escluso l’impatto sui risultati di altri fattori, è emersa una evidente associazione tra i disturbi mentali dei genitori e un aumento di infortuni nei bambini. Più precisamente: nel prima anno di vita nei figli di madri o padri mentalmente instabili l’aumento di infortuni era pari a 2mila su 100mila individui. 

Ogni età ha i suoi specifici incidenti: le cadute sono l’imprevisto più frequente a ogni età con un picco tra i 10 e i 12 anni, seguite dalle scottature e dall’avvelenamento con una maggiore frequenza nel primo anno di vita. Gli incidenti stradali e le ferite dovute ad atti violenti raggiungo statisticamente l’apice in età adolescenziale. 

Il tasso di infortuni associati a comportamenti violenti è di 364 per 100mila persone tra i figli di genitori con malattie mentali e di 152 per 100mila individui nel resto della popolazione. 

Dall’analisi di tutti i dati è emerso che le condizioni psichiche dei genitori maggiormente associate al rischi di infortuni nell’infanzia e nelle adolescenza sono quelle più comuni come ansia e depressione in confronto a malattie mentali più gravi come schizofrenia e altri disturbi psicotici. 

Tra le possibili spiegazioni dei risultati, forse, la più plausibile è anche la più ovvia:  genitori depressi o in preda all’ansia sono meno capaci di vigilare sui propri figli impedendogli di farsi male. Vale soprattutto per i primi anni di vita. 

Comunque sia, indipendentemente dalla spiegazione, la malattia mentale dei genitori resta un fattore di rischio di infortuni per i figli. Alla luce dei risultati del loro studio, gli scienziati invitano quindi gli esperti di salute pubblica a programmare interventi mirati di sostegno psicologico ai genitori con bambini piccoli. Con particolare attenzione alle madri. 

Lo studio, il più ampio del genere, dimostra infatti che il rischio di lesioni dei bambini è leggermente più alto quando a soffrire della malattia mentale è la madre piuttosto che il padre.