Genitori, fate bene a mettervi in bocca il ciuccio dei figli per pulirlo: li proteggete dal rischio di allergie

Lo studio

Genitori, fate bene a mettervi in bocca il ciuccio dei figli per pulirlo: li proteggete dal rischio di allergie

di redazione

Il gesto viene solitamente malvisto da chi assiste alla scena: il ciuccio del bambino cade per terra e il genitore, dopo una rapida succhiata, lo restituisce al legittimo proprietario. A qualcuno potrà sembrare disgustosa, ma secondo i ricercatori dell’Henry Ford Health System quell’abitudine fa bene alla salute dei bambini, riducendo il rischio di allergie e asma. 

Il curioso studio è stato presentato al meeting dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (Acaai) che si è tenuto da 15 al19 novembre a Seattle. Si tratta della prima indagine negli Stati Uniti sull’associazione tra i sistemi di pulizia dei ciucci e i livelli di anticorpi o immunoglobluline (IgE). Va ricordato che elevati livelli di IgE sono indicativi di un maggior rischio di allergie e asma. 

I risultati hanno confermato quelli ottenuti da uno studio svedese condotto nel 2013: i bambini che si mettono in bocca il ciuccio succhiato dai genitori hanno meno probabilità di diventare asmatici o di soffrire di varie allergie. 

I ricercatori americani hanno chiesto a 128 mamme di indicargli il sistema di pulizia del ciuccio adottato abitualmente: immersione in acqua bollente, lavaggio in lavastoviglie, risciacqui con acqua e sapone oppure un veloce contatto con la propria saliva. La maggior parte delle donne (53) utilizzava acqua e sapone, 30 ricorrevano alla sterilizzazione in acqua bollente e 9 usavano la propria saliva. 

Gli scienziati hanno messo a confronto i sistemi di pulizia del ciuccio con  i livelli di IgE dei piccoli in tre diversi momenti della vita: alla nascita, a sei mesi e a 18 mesi die tà. Scoprendo che a 18 mesi i figli delle donne che avevano l’abitudine di sterilizzare il ciuccio con la propria saliva avevano livelli di anticorpi significativamente più bassi degli altri. Ulteriori analisi hanno evidenziato che i primi benefici di questa procedura igienica si hanno già a 10 mesi di vita dei bambini.

Probabilmente, suggeriscono gli scienziati, i genitori trasferiscono ai figli batteri salutari presenti nella saliva che rinforzano il sistema immunitario in fase di sviluppo nei piccoli. 

«Nonostante non possiamo affermare che esista una relazione di causa ed effetto - ha dichiarato  Eliane Abou-Jaoude, dell’Henry Ford e principale autore dello studio - possiamo dire che i microbi a cui sono esposti i bambini nei primi anni di vita hanno un forte impatto sullo sviluppo del sistema immunitario. Dai nostri dati possiamo dire che i bambini i cui ciucci vengono succhiati dalle mamme hanno livelli più bassi di IgE tra i 10 e i 18 mesi». 

Lo studio americano sembrerebbe un’ennesima prova a sostegno della cosiddetta “ipotesi dell’igiene” elaborata dall’epidemiologo britannico David Strachan alla fine degli anni Ottanta, secondo la quale l’aumento dei casi di allergie nelle società occidentali sarebbe dovuto all’eccessiva “pulizia” degli ambienti frequentati nella prima infanzia. Meno germi, più reazioni allergiche. È per questo che i bambini di città sono più esposti al rischio di sviluppare eczema o asma rispetto ai bambini di campagna che hanno una frequentazione più assidua con i microbi del terreno e degli animali. 

Secondo questa teoria, tutte le strategie che aumentano il contatto con i microorganismi durante la prima infanzia sono un investimento per la futura salute, rafforzando il sistema immunitario. Ben venga quindi ciucciarsi il dito, giocare con cani o gatti, frequentare la campagna e, perché no, rimettersi in bocca il ciuccio appena succhiato da un genitore.