Gravidanza in inverno: conviene vaccinarsi contro l’influenza?

In pratica

Gravidanza in inverno: conviene vaccinarsi contro l’influenza?

La vaccinazione è la scelta giusta per proteggere mamma e figlio
redazione

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La vaccinazione in gravidanza riduce di un terzo le probabilità che anche il nascituro prenda l'influenza nei primi 4 mesi di vita

Protegge la mamma e protegge il bambino. La vaccinazione antinfluenzale in gravidanza vale doppio: mette al sicuro le donne incinta che, per le loro condizioni, sono maggiormente esposte alle complicanze dell’influenza e ha un effetto protettivo indiretto sul neonato, troppo piccolo per potersi vaccinare. 

Lo slogan delle campagne di vaccinazione può variare da Paese a Paese, ma il messaggio rimane lo stesso: “siete incinta? vaccinatevi contro l’influenza”. I primi inviti sono arrivati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che nel 2012 spingeva i governi nel mondo a considerare le donne in gravidanza tra le priorità dei piani vaccinali. 

Da allora, ogni anno la raccomandazione viene rinnovata dalle istituzioni di salute pubblica di vari Paesi, tra cui anche l’Italia. 

Nel documento del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2017-2018” è contenuto l’«Elenco delle categorie per le quali la vaccinazione stagionale è raccomandata». Nella lista sono incluse le «donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza». 

Gli esperti dei U.S. Department of Health & Human Services, che sul loro sito ospitano una pagina di informazioni sul vaccino antinfluenzale per le donne incinta, si spingono oltre raccomandando l’immunizzazione in qualunque periodo della gravidanza.   

Durante i nove mesi di gestazione, il sistema immunitario subisce alcuni cambiamenti che espongono le donne alle complicanze dell’influenza con il rischio di compromettere la loro salute e quella del nascituro. Il vaccino è l’arma migliore per prevenirle.  Inoltre, degli effetti della vaccinazione beneficia anche il neonato che prima dei 6 mesi non può ricevere il vaccino. Per questo motivo  gli esperti americani invitano  tutte le persone che entrano in contatto con i piccoli nei primi mesi di vita (tate, nonni, fratelli e sorelle) a vaccinarsi contro l’influenza. 

Di studi scientifici sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini antinfluenzali ne esistono molti, basta citarne due come esempio: il primo dimostra che la vaccinazione antinfluenzale nelle donne incinta riduce della metà il rischio di infezioni respiratorie acute come la polmonite, il secondo sostiene che i bambini nati da donne vaccinate riducono di un terzo le probabilità di prendere l’influenza nei primi 4 mesi di vita, rispetto ai neonati le cui mamme non avevano ricevuto il vaccino.  

Alla luce di tutto ciò, le linee guida del Ministero della Salute, così come quelle degli esperti americani, non possono far altro che ripetere ancora una volta il messaggio: «Si raccomanda di informare sia i medici di medicina generale che i ginecologi/ostetrici sull’importanza della vaccinazione antinfluenzale nelle donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza ricordando che la vaccinazione è offerta gratuitamente e che l'Oms nel suo position paper più recente sull'influenza ritiene le gravide come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto».