L’influenza colpisce anche i cani. Due nuovi vaccini pensati per loro

Mal comune

L’influenza colpisce anche i cani. Due nuovi vaccini pensati per loro

Così i virologi americani cercano di proteggere i migliori amici dell’uomo, ma anche i loro padroni
redazione

Prima hanno pensato ai cani e poi ai loro padroni. Ed è una scelta singolare visto che la ricerca non si è svolta in laboratori di veterinaria ma all’interno della School of Medicine and Dentistry dell’Università di Rocehester (Usa), un’istituzione da cui escono studi sulle più svariate malattie che colpiscono l’umanità: dal Parkinson, al cancro, alle malattie cardiovascolari, all’influenza.

E proprio l’influenza, o meglio il vaccino per evitarla, è al centro di una delle più recenti pubblicazioni di quella università. Ma, curiosamente, si tratta di influenza canina. Un gruppo di ricercatori ha sviluppato per la prima volta due nuovi vaccini per prevenire il contagio dei virus influenzali tra i nostri amici a quattro zampe. Senza però ignorare le ricadute sull’uomo. 

Sì perché, forse in pochi lo sanno, i virus influenzali colpiscono anche i cani. E,  fatto ancora più ignorato, gli animali che ospitano i virus possono sviluppare nuovi ceppi capaci di infettare anche i loro padroni. Il fatto che ciò non accada generalmente, dicono i ricercatori, non significa che la possibilità non esista. La prudenza, insomma, non è mai troppa. Ed ecco perché i virologi si sono messi in cerca di nuove strategie di prevenzione dell’influenza canina provocata dal virus H3N8, il più diffuso tra gli animali negli Stati Uniti

I vaccini attualmente in dotazione ai veterinari, dicono gli scienziati americani, sono del tipo “inattivato” e forniscono una protezione limitata e di breve durata. 

Il biologo molecolare Luis Martinez-Sobrido e i suoi colleghi del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia dell’Università di Rochester hanno invece puntato sui vaccini vivi attenuati. I vaccini di questo tipo sono composti da organismi vivi “addolciti”, resi meno offensivi: non possono causare la malattia, ma sono capaci di stimolare la stessa risposta immunitaria scatenata dall’influenza vera e propria.

Dai laboratori dell’Università di Rochester sono usciti due vaccini per l’influenza canina. Il primo agisce nel naso del cane perché è da lì che i virus si introducono nel corpo. Lo studio pubblicato sul Journal of Virology ha dimostrato che questa forma di prevenzione funziona meglio rispetto alle strategie già in uso. 

Il secondo vaccino è stato ottenuto invece intervenendo geneticamente sul virus H3N8 per rimuovere una proteina chiamata NS1 e rendere così meno aggressivo il virus. Senza quella proteina il virus è capace di provocare la risposta immunitaria, ma non la malattia. Questo secondo studio è stato pubblicato su Virology. 

Lo stesso processo è stato usato per combattere i virus influenzali di altre specie animali come maiali, cavalli, ma anche esseri umani. Esattamente come avviene per Homo sapiens, entrambi i vaccini, dopo aver dimostrato di essere sicuri ed efficaci, devono essere provati con specifici trial clinici dai diretti interessati: i cani in questo caso. La speranza dei ricercatori è di avere presto a disposizione nuovi strumenti per fermare la diffusione dell’influenza nei canili, ma anche di evitare la trasmissione dei virus dai cani ai loro padroni.