Integratori di calcio solo quando servono. Aumentano il rischio di polipi intestinali

Rischi/benefici

Integratori di calcio solo quando servono. Aumentano il rischio di polipi intestinali

Emerge da uno studio condotto su 2.000 persone. Che però non dice che bisogna smettere di assumerli
redazione

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Assumere integratori di calcio a lungo termine potrebbe aumentare le probabilità di sviluppare polipi nell’intestino. Gli autori di uno studio pubblicato su Gut non dicono che bisogna smettere, ma invitano a valutare attentamente i rischi e i benefici

Milioni di persone nel mondo assumono integratori di calcio, in associazione o meno con la vitamina D, per irrobustire le ossa. Dopo aver letto i risultati di uno studio appena pubblicato su Gut qualcuno di questi smetterà, qualcun altro no. Sì perché lo studio in questione invita a valutare i rischi e i benefici di quei prodotti tanto diffusi per prevenire  l’osteoporosi soprattutto tra le donne in menopausa. Ebbene, gli integratori di calcio potrebbero aumentare il rischio di sviluppare polipi intestinali, formazioni non cancerose che però potrebbero trasformarsi in tumori nel caso in cui non venissero rimosse. 

I ricercatori si riferiscono a un tipo particolare di polipi, denominati “polipi serrati”, meno frequenti dei polipi adenomatosi, ma ugualmente a rischio di evolvere in tumori. 

Gli scienziati hanno analizzato i risultati di un trial clinico condotto negli Statti Uniti che ha coinvolto 2 mila pazienti tra i 45 e i 75 anni di età che avevano sofferto di polipi intestinali e che dovevano sottoporsi a una colonscopia di controllo entro 3 o 5 anni dalla prima diagnosi.

Dall’indagine sono stati esclusi tutti i pazienti che avrebbero potuto confondere i risultati, quelli con casi in famiglia di cancro intestinale e quelli con malattie infiammatorie dell’intestino o altre malattie gravi. All’inizio dello studio sono stati presi in considerazione tutti i fattori di rischio associati alla crescita di polipi come l’alimentazione, l’indice di massa corporeo e l’uso di farmaci antinfiammatori. 

Dopo questa scrematura iniziale, i pazienti rimasti sono stati divisi in modo casuale in diversi gruppi. C’era chi assumeva quotidianamente l’integratore di calcio, chi quello di vitamina D, chi entrambi e chi nessuno.  Il periodo di osservazione è durato dai 3 ai 5 anni fino alla successiva colonscopia. 

Ebbene durante la fase del trattamento non si sono osservati casi di polipi serrati, ma più tardi, a distanza di 6-10 anni dall’inizio dell’assunzione degli integratori i ricercatori hanno notato un aumento del rischio di polipi serrati tra i pazienti che assumevano gli integratori di calcio, con o senza la vitamina D. 

Le donne e i fumatori erano le categorie più a rischio. Non è invece emersa nessuna associazione tra l’assunzione della sola vitamina D e l’aumento di probabilità di polipi intestinali.

Saranno necessari ulteriori studi per dimostrare con certezza il legame tra gli integratori di calcio e i polipi, ammettono gli autori. Ma nel frattempo i risultati di questa ampia indagine invitano a soppesare i pericoli e i vantaggi dell’assunzione delle pillole integrative. I pazienti con una precedente diagnosi di polipi serrati, soprattutto nel caso si tratti di donne e di fumatori, dovrebbero evitare di assumere integratori a base di calcio e di vitamina D. 

I risultati di questo studio, chiariscono gli autori, riguardano solamente gli integratori di calcio e non gli alimenti che contengono il minerale.