L’ipertensione in gravidanza aumenta il rischio di malattie cardiovascolari decenni più tardi

L’associazione

L’ipertensione in gravidanza aumenta il rischio di malattie cardiovascolari decenni più tardi

di redazione

I rischi della pressione alta in gravidanza non si limitano al periodo della gestazione. Le donne che hanno sofferto di ipertensione mentre erano incinte hanno maggiori probabilità di andare incontro a un attacco di cuore, un infarto o un ictus decenni più tardi. 

Lo ha dimostrato uno studio norvegese pubblicato su Jama Cardiology

I ricercatori hanno monitorato la salute di circa 24mila donne che avevano avuto una o due gravidanze prima dei 40 anni, 2mila delle quali con disturbi ipertensivi nel corso dei 9 mesi di gestazione. 

Un sotto gruppo di donne, 728, aveva sofferto di pressione alta esclusivamente mentre era incinta e non in altri momenti della vita. 

In tutto il campione di donne coinvolte nello studiosi sono verificati 1.115 casi di preeclampsia, una grave complicanza della gravidanza dovuta alla pressione arteriosa elevata della donna che in assenza di trattamento può condurre anche alla morte. 

Mettendo a confronto i dati delle donne che avevano sofferto di ipertensione in gravidanza con quelli delle donne senza problemi di pressione durante la gestazione, è emerso che le prime avevano una probabilità maggiore del 64 per cento di avere un attacco di cuore tra i 40 e i 70 anni. Non solo: le donne con ipertensione gravidica avevano il 47 per cento di probabilità in più di soffrire di scompenso cardiaco e il 40 per cento in più di avere un ictus. I rischi di malattie cardiache erano ancora superiori per le donne che avevano sofferto di preeclampsia, con il 78 per cento di probabilità in più di avere un attacco di cuore e del 46 per cento di avere un ictus tra i 40 e i 70 anni rispetto alle donne la cui pressione arteriosa era rimasta stabile durante la gravidanza. 

Superati i 70 anni, l’ipertensione delle gravidanze passate smetteva però di avere un impatto sulla salute cardiovascolare. 

Lo studio, come dichiarano i suoi autori, ha un limite: i ricercatori non sono stati in grado di risalire a eventuali fattori di rischio cardiovascolare precedenti alla gravidanza. Non si può quindi avere la certezza che l’aumento delle probabilità di infarto o ictus sia dovuto esclusivamente a un rialzo della pressione durante la gravidanza e che non abbiano contribuito anche altri fattori indipendenti dalla gestazione. La maggior parte delle donne con problemi di ipertensione durante la gravidanza, per esempio, aveva un indice di massa corporeo elevato. Un peso eccessivo quindi potrebbe essere l’elemento da cui ha origine l’associazione tra pressione alta in gravidanza e le malattie cardiovascolari successive. 

Può darsi, ma gli scienziati norvegesi sono comunque convinti che i valori della pressione durante la gravidanza siano un’indicazione cruciale per mettere a punto strategie di prevenzione mirate per la salute cardiovascolare delle donne. 

«In questo studio, l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari nelle donne con storia di ipertensione in gravidanza è della stessa portata dei  fattori di rischio cardiovascolare convenzionali, indicando che questi fattori di rischio possono diventare obiettivi importanti per la prevenzione cardiovascolare in queste donne», concludono i ricercatori.