In Italia oltre 6 mila tumori l’anno provocati dal Papillomavirus. Gli studenti spiegano ai coetanei l’importanza della prevenzione

La campagna

In Italia oltre 6 mila tumori l’anno provocati dal Papillomavirus. Gli studenti spiegano ai coetanei l’importanza della prevenzione

di redazione

In Italia sono oltre 6.500 l'anno i nuovi casi di cancro riconducibili all’infezione da Papillomavirus umano (Hpv): non solo alla cervice uterina ma anche ad ano, orofaringe, pene, vagina e vulva. Eppure, la maggior parte di queste malattie potrebbero essere evitate grazie alla vaccinazione di bambini e adolescenti.

Per favorire la prevenzione e fornire ai giovanissimi corrette informazioni su questo agente cancerogeno è stata avviata la campagna nazionale “Ho una storia da raccontare … Dillo con parole …. nostre”, realizzata dalla Fondazione Insieme contro il Cancro in collaborazione con l’Associazione italiana malati di cancro (Aimac), l’Associazione Laboratorio adolescenza e la Società italiana di medicina dell’adolescenza (Sima). I primi risultati sono presentati martedì 26 marzo a Roma.

La campagna è stata autonomamente realizzata da due équipe di lavoro di studenti delle scuole superiori (l’Istituto alberghiero Umberto di Pasca di Potenza e il liceo classico Alessandro Manzoni di Milano) alle quali esperti di comunicazione e medici della Sima hanno fornito le informazioni necessarie sui metodi e i contenuti scientifici per realizzarla in modo corretto. La campagna si avvale anche di un sito web (www.hounastoriadaraccontare.it/) in cui sono raccolte testimonianze, scritte o video, di chi ha contratto l’infezione ed è riuscito a diagnosticarla precocemente.

Si stima che ogni anno in Europa vengano diagnosticati circa 57 mila nuovi casi di cancro della cervice uterina, della vulva, della vagina, dell’ano, del pene e del tratto orofaringeo imputabili al virus Hpv. L’infezione si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali. «Fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetterà con l’Hpv nel corso della vita – avverte Laura Del Campo, direttore Aimac - e le più esposte ai rischi risultano le under 25. Il preservativo riduce i rischi, ma non li elimina totalmente perché il virus può infettare anche la cute non protetta dal condom. Per questo abbiamo deciso di promuovere tra i più giovani una corretta cultura della salute, partendo proprio dalle scuole».

Il Papillomavirus «è il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo» ricorda Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro. «Soprattutto – precisa - è una condizione necessaria per lo sviluppo di tutti i tumori della cervice uterina. Si tratta di una neoplasia che ogni anno fa registrare solo nel nostro Paese 2.400 nuovi casi. Risulta quindi indispensabile aderire ai programmi di screening, che consentono una diagnosi precoce dell’infezione o della lesione precancerosa. Lo strumento più efficace a disposizione contro l’Hpv rimane invece la prevenzione attraverso la vaccinazione».

La campagna «nasce dalla considerazione che i più efficaci comunicatori per un messaggio rivolto agli adolescenti siano gli stessi adolescenti – racconta Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza che ha ideato il format – e per questo abbiamo affidato interamente a loro la realizzazione di questa campagna, invitando altre scuole e altri gruppi di lavoro ad aggregarsi».

Nonostante l’immunizzazione anti-Hpv sia gratuita per tutti i dodicenni residenti in Italia, «i tassi di copertura sono ancora troppo bassi e lontani dagli obiettivi che si sono prefissati le autorità sanitarie nazionali» ricorda Gabriella Pozzobon, presidente della Sima.

La prevenzione dei tumori correlati all'Hpv non interessa solo le bambine e le adolescenti: «Un terzo del totale delle infezioni – ricorda Conetti -riguarda i maschi che corrono un rischio cinque volte maggiore di contrarre il virus. Inoltre, a differenza delle donne, non esistono esami specifici disponibili che possano individuare l’infezione e curarla. Alcune Regioni italiane fin dal 2015 hanno perciò deciso di ampliare l’offerta gratuita e attiva anche ai bambini di 12 anni». Una scelta, questa, che Del Campo auspica «sia presto estesa a tutta la Penisola».