Gli italiani non si informano su come prevenire le malattie cardiovascolari

L'indagine

Gli italiani non si informano su come prevenire le malattie cardiovascolari

di redazione

Solo il 5% degli italiani cerca nel web informazioni sulla prevenzione delle patologie cardiovascolari, nonostante queste siano le principali cause di malattia e invalidità e responsabili del 35,8% di tutti i decessi.

Il dato viene dallo studio “Il cuore batte nel web” condotto da IQVIA per conto di Sanofi, in collaborazione con la Fondazione italiana per il cuore, e presentato in occasione della Giornata mondiale per il Cuore 2020, che tutti gli anni si celebra il 29 settembre.

Nonostante le malattie cardiovascolari siano la prima causa di morte, la salute del cuore non risulta tra gli argomenti più trattati: negli ultimi due anni, le conversazioni attive sul web su queste patologie sono state 235 mila, solo il 10% di tutte le discussioni in ambito salute. Una percentuale molto inferiore al 36% del volume dei discorsi sui vaccini, a cui seguono i tumori (23%), l’influenza (21%) e il diabete (poco più del 10%).

Il 40% dei dibattiti sulla salute cardiovascolare è focalizzato sull’ictus, il 30% su infarto e scompenso cardiaco: i principali punti trattati nel corso delle conversazioni riguardano sintomi e diagnosi (25%), trattamenti (18%), cause e fattori scatenanti della malattia (14%) e impatto sulla qualità della vita (13%). Paure, depressione, impatto fisico e psicologico sono le preoccupazioni più frequenti.

«Dall’analisi è emerso che gli italiani sono molto attivi e attenti alla propria salute e a quella dei propri cari – spiega Isabella Cecchini, direttrice del Dipartimento Ricerche di mercato di IQVIA - e non esitano a discuterne sul web. La rete si conferma il luogo, seppur virtuale, in cui le persone preferiscono cercare risposte ai dubbi e alle domande e confrontarsi con gli altri utenti».

Dai dati è emerso che oltre l’80% degli italiani cerca informazioni sulla salute e che sette italiani su dieci utilizzano la rete. Le donne sono più attente e attive, quasi il doppio degli uomini; il 79% dei giovani sotto i 34 anni ha dichiarato di essere interessato a questi temi.

Nel periodo post-Covid il tema principale di discussione è stato l’infarto e gli italiani hanno aumentato del 59% le conversazioni su questo argomento rispetto al periodo precedente.

I canali attraverso i quali avvengono le discussioni in ambito salute sono principalmente le News, le ricerche su Google e Twitter mentre Facebook si conferma il social network più utilizzato per la condivisione delle informazioni su patologie, cure e diagnosi.

«Da questa indagine conoscitiva, appare evidente l’importanza e il ruolo fondamentale che ricoprono il web e i social media nella diffusione delle informazioni, soprattutto quelle che riguardano la salute» commenta Emanuela Folco, presidente dell'Associazione italiana per il cuore, ma «preoccupa molto il fatto che solo il 5% degli utenti cerca informazioni sulla prevenzione cardiovascolare».

Questa ricerca «nasce da una profonda riflessione sul nostro impegno nella lotta alle malattie cardio-metaboliche. Nonostante il progresso tecnologico e farmacologico – conclude Katia Massaroni, General Medicines Medical Head di Sanofi - le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la prima causa di morte nei Paesi occidentali; per contro l’opinione pubblica e i pazienti coinvolti spesso non ne percepiscono la drammaticità. Nel tempo sono migliorate le opzioni terapeutiche a disposizione del medico, ma evidentemente c’è ancora molto da fare in termini di consapevolezza».