Una manciata di integratori alimentari per migliorare la salute del cervello nei bambini che vivono in Paesi poveri

La proposta

Una manciata di integratori alimentari per migliorare la salute del cervello nei bambini che vivono in Paesi poveri

La malnutrizione può compromettere le capacità cognitive. Ma il danno non è irreversibile. Con l’aiuto degli integratori i bambini recuperano le funzioni cerebrali e migliorano la memoria di lavoro

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Immagine: Paulrudd / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
di redazione

Migliorare le performance cognitive dei bambini attraverso gli integratori alimentari. È la proposta pensata per i Paesi a basso reddito presentata sul British Medical Journal. L’assunzione regolare, cinque giorni su sette per sei mesi, di vitamine, minerali e antiossidanti aumenta le capacità cognitive dei piccoli. 

Lo studio è stato condotto su più di mille bambini tra i 15 mesi e i 7 anni di età in 10 villaggi della Guinea-Bissau, nell’Africa occidentale che sono stati divisi in tre gruppi: i partecipanti del primo gruppo assumevano ogni mattina per cinque giorni a settimana un composto (Newsup) ricco di antiossidanti, vitamine, minerali, polifenoli del cacao, acidi grassi omega 3 e proteine, i bambini del secondo gruppo ricevevano un alimento fortificato utilizzato nei programmi nutrizionali, mentre ai partecipanti del terzo gruppo veniva distribuito un pasto di controllo senza aggiunta di sostanze (una colazione tradizionale a base di riso). 

L’esperimento è durato 23 settimane. I ricercatori hanno valutato gli effetti degli integratori sulla memoria di lavoro (un elemento chiave per il successo scolastico) e sul flusso sanguigno al cervello (un indicatore della salute del cervello). 

Tra i bambini di età inferiore ai 4 anni, il gruppo che aveva assunto l’integratore aveva ottenuto notevoli miglioramenti nella memoria di lavoro, specialmente quando avevano assunto almeno il 75 per cento della dose totale prevista. Non solo: l’integratore aveva anche aumentato il flusso sanguigno cerebrale, migliorato la composizione corporea (più tessuto magro con meno grasso) e aveva avuto un effetto benefico sulla concentrazione di emoglobina nei bambini di età inferiore ai 4 anni con anemia.

Tra i bambini di età pari o superiore a 4 anni, il prodotto integrativo non aveva avuto effetti significativi sulla memoria di lavoro o sull'anemia, ma aveva aumentato la massa magra rispetto al cibo fortificato.

Tra le sostanze “amiche” del cervello, ricordano i ricercatori, ci sono i polifenoli, capaci di attraversano la barriera ematoencefalica aumentando il flusso sanguigno cerebrale, gli acidi grassi omega 3 coinvolti in importanti funzioni cerebrali, la colina, un precursore dei neurotrasmettitori, vitamine e minerali. 

«La malnutrizione infantile è associata a una compromissione a lungo termine delle capacità cognitive. Contrariamente a quanto si credeva, l'alimentazione supplementare per 23 settimane potrebbe migliorare la funzione esecutiva, la salute del cervello e lo stato nutrizionale nei bambini vulnerabili che vivono in paesi a basso reddito. Sono necessarie ulteriori ricerche per ottimizzare le prescrizioni nutrizionali necessarie per i miglioramenti rigenerativi della funzione cognitiva e per testare l'efficacia in altri gruppi vulnerabili», scrivono i ricercatori nelle conclusioni.