Meno della metà degli over 70 è vivo a cinque anni dalla diagnosi di tumore

Meno della metà degli over 70 è vivo a cinque anni dalla diagnosi di tumore

redazione

Prevenire e vincere i tumori negli anziani: è questo l'obiettivo di “Cancro, la prevenzione non si ferma dopo i 65 anni”, progetto promosso da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Fondazione Aiom in collaborazione con Senior Italia FederAnziani che è stato presentato mercoledì 12 settembre in Vaticano.

Ogni anno in Italia più di 184.500 casi di tumore vengono diagnosticati in persone che hanno superato i 70 anni (oltre la metà del totale delle diagnosi). Le cinque neoplasie più frequenti negli uomini che hanno superato questa età sono quelle della prostata (20%), polmone (17%), colon-retto (14%), vescica (12%) e stomaco (5%). Nelle donne, al primo posto si trova il carcinoma della mammella (22%), seguito dal colon-retto (17%), polmone (7%), pancreas (5%) e stomaco (5%).

Oggi, però, meno della metà degli over 70 italiani (48,4% delle donne e il 48,1% degli uomini) sono vivi a cinque anni dalla diagnosi di tumore, con una chiara differenza rispetto alla fascia d’età poco più giovane (55-69 anni) dove la sopravvivenza è invece del 68,2% nelle donne e del 56% negli uomini. Le cause sono molteplici: stili di vita scorretti, non inserimento nei programmi di screening (che solitamente si fermano all’età di 69 anni), ritardo nella individuazione della malattia rispetto alla popolazione generale, minor accesso alle terapie più efficaci e agli studi clinici.

«Preoccupa la diffusione di stili di vita scorretti fra gli anziani» commenta Stefania Gori, presidente nazionale Aiom e direttore del Dipartimento oncologico all'ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar. «Il 57% degli over 65 è in sovrappeso o obeso – ricorda - il 10% fuma, il 48,7% è sedentario e solo l’11% consuma cinque o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno».

Con questo progetto, per la prima volta, gli oncologi entreranno nei centri anziani per coinvolgerli innanzitutto in programmi di prevenzione primaria, relativi cioè agli stili di vita corretti. La campagna «avrà uno sviluppo articolato – precisa Fabrizio Nicolis, presidente della Fondazione Aiom - con corsi di cucina nei centri anziani per insegnare le regole della corretta alimentazione e lezioni di danza per favorire l’attività fisica. Non solo. Saranno sviluppate campagne per combattere il tabagismo, ancora troppo diffuso fra gli anziani e l’eccessivo consumo di alcol. Inoltre, saranno realizzati progetti per migliorare l’adesione agli screening, che costituiscono il cardine della prevenzione secondaria e permettono di individuare la malattia in fase iniziale quando le possibilità di guarigione sono più elevate».

L’età limite per la mammografia e per il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è fissata a 69 anni, ma questi esami «andrebbero estesi almeno fino a 74 anni – sostiene Gori - perché hanno contribuito a ridurre in maniera costante e statisticamente significativa la mortalità per queste neoplasie. L’età è uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo del cancro».

Grazie alla ricerca e ai nuovi trattamenti, le persone che possono dirsi guarite, tra le quali molti over 70, sono in costante aumento. Per questo «è necessario garantire alla persona anziana colpita da tumore il ritorno alla vita attiva» dice Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani. Ecco la ragione per cui il progetto presta «particolare attenzione alla prevenzione terziaria – prosegue Messina - che comprende non solo i controlli necessari per individuare quanto prima eventuali recidive, ma anche la riabilitazione oncologica che pone l’accento sul recupero dell’integrità globale, cioè fisica, psicologica e sociale, della persona». Nei centri anziani coinvolti nel progetto, infatti, saranno anche distribuiti opuscoli sulla prevenzione primaria, secondaria e terziaria, si terranno incontri con gli oncologi e saranno realizzati diversi sondaggi per comprendere il livello di consapevolezza dei cittadini su questi temi.

L’incontro per la presentazione della campagna è stato preceduto da un’udienza in cui Papa Francesco ha accolto alcuni rappresentanti di Aiom, Fondazione Aiom e di Senior Italia FederAnziani: «Grazie per il lavoro che fate ogni giorno con le vostre mani, con il vostro cuore e con la vostra mente per aiutare milioni di pazienti oncologici a uscire dal tunnel. Datemi le vostre mani – ha detto il Pontefice - perché sono quelle che voglio benedire. E datemi il vostro cuore, affinché il Signore vi guidi nel lavoro che fate».