Neonati: cibi solidi solo dopo i 6 mesi, altrimenti aumenta il rischio di obesità da bambini

La raccomandazione

Neonati: cibi solidi solo dopo i 6 mesi, altrimenti aumenta il rischio di obesità da bambini

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I bambini che iniziano a consumare cibi solidi prima dei 3 mesi di vita hanno una flora batterica molto più diversificata. Da grandi sarebbe un bene, ma a quell'età un microbioma eccessivamente variegato predispone al sovrappeso
di redazione

Solo ed esclusivamente latte, meglio se materno, per i primi sei mesi di vita e poi cominciare a introdurre gradualmente i cibi solidi. Queste sono le raccomandazioni dei pediatri sull’alimentazione dei bambini nel primo anno di vita. Non rispettarle potrebbe avere conseguenze serie a lungo termine sul metabolismo dei bambini. Per esempio: anticipare l’introduzione degli alimenti solidi aumenta il rischio di sovrappeso e obesità infantile. È quanto dimostra uno studio appena pubblicato su BMC Microbiology che ha individuato un’associazione tra le modifiche della flora batterica intestinale provocate da un precoce cambio di menù e i chili di troppo, suggerendo anche il meccanismo biologico che la spiegherebbe.

I ricercatori hanno monitorato la crescita di 67 bambini mettendo a confronto i dati sull’alimentazione con la composizione della popolazione batterica dell’intestino analizzata in campioni di feci prelevati a 3 mesi e a 12 mesi.

E hanno scoperto che i bambini che avevano iniziato a consumare cibi solidi prima dei 3 mesi di vita avevano una flora batterica molto più diversificata rispetto ai bambini nutriti esclusivamente con il latte. Un microbioma eccessivamente variegato nei primi mesi di vita non è un fatto positivo perché, come dimostrato da studi precedenti, predispone al sovrappeso negli anni successivi. Ora si è anche compreso il meccanismo biologico all’origine dell’associazione. Gli scienziati hanno misurato nei campioni di feci dei bambini anche gli acidi grassi a catena corta, che costituiscono i metaboliti prodotti dai batteri intestinali. Come già noto, livelli elevati di acido butirrico e altri acidi grassi a catena corta nell’intestino sono associati a un aumento del rischio d obesità, diabete e ipertensione negli adulti. 

Ebbene, nei neonati è stato osservato lo stesso fenomeno. Nella flora batterica dei bambini che hanno consumato cibi solidi prima dei tre mesi è stata riscontrata una concentrazione di acido butirrico e di altri acidi grassi a catena corta significativamente superiore alla norma. 

Questi risultati sono in linea con quelli delle ricerche più recenti che attribuiscono al microbioma dell’intestino un ruolo chiave nel funzionamento del metabolismo e del sistema immunitario. 

«Come mai l’introduzione precoce di cibi solidi possa favorire il successivo sviluppo dell’obesità non è mai stato chiarito. Ma i nostri risultati suggeriscono che una spiegazione possibile potrebbe consistere nella modifica della flora batterica», ha dichiarato  Noel Mueller, epidemiologo della Bloomberg School of Public Health che ha guidato la ricerca. 

In attesa di ulteriori conferme, resta valida la tabella di marcia consigliata dai pediatri: latte per i primi sei mesi di vita e poi una graduale introduzione dei cibi solidi. È la strategia migliore, anche per evitare l’insorgenza di allergie, eczema e asma, tutte condizioni associate alla precoce introduzione di cibi solidi.