Neonati: inutile esagerare con gli integratori di vitamina D. Bastano le dosi consigliate per rafforzare le ossa

Di più non vuol dire meglio

Neonati: inutile esagerare con gli integratori di vitamina D. Bastano le dosi consigliate per rafforzare le ossa

Aumentando il dosaggio non si ottengono vantaggi significativi sulla robustezza ossea
redazione

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Uno studio su Jama Pediatrics dimostra che aumentare il dosaggio della vitamina D nella prima infanzia non aiuta a rafforzare le ossa dei bambini intorno ai due anni. È sufficiente rispettare le dosi consigliate dalle linee guida

Aumentare le dosi di vitamina D per rafforzare le ossa dei bambini? Non sembra sia necessario. Uno studio finlandese appena pubblicato su JAMA Pediatrics ha infatti dimostrato che integrare l’alimentazione infantile con elevate dosi di vitamina D non rende le ossa più robuste. 

I ricercatori hanno condotto un trial clinico randomizzato che ha coinvolto 975 neonati in buona salute. I piccoli partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto la dose giornaliera raccomandata di vitamina D, ovvero 400 IU (unità internazionale), il secondo una quantità tripla pari a 1200 IU. 

Ebbene, all’età di due anni i bambini dei due gruppi non mostravano alcuna differenza significativa nella forza delle ossa o nell’incidenza di infezioni. 

«Questo studio - hanno dichiarato gli autori - è da quanto ne sappiamo il più ampio trial clinico randomizzato eseguito per valutare l’integrazione di vitamina D nella prima infanzia e negli anni successivi». 

Dallo studio emerge che in bambini sani che non hanno deficit di vitamina D non c’è alcuna ragione per aumentare gli integratori oltre le dosi raccomandate.

«Aumentare le dosi degli integratori - affermano i ricercatori - non fornisce nessun beneficio in più alla robustezza ossea e nessun vantaggio sul numero di infezioni dichiarate dai genitori nei primi due anni di vita dei bambini». 

In Finlandia come in altri Paesi occidentali, i cibi destinati all’infanzia sono già integrati con vitamina D. «L’integrazione di 400 IU di vitamina D3 al giorno - rassicurano i ricercatori - sembra adeguata a garantire quantità sufficienti di vitamina D nei bambini minori di due anni». 

La vitamina D è un elemento essenziale per l’organismo perché favorisce l’assorbimento del calcio. Viene prodotta naturalmente con l’esposizione al sole, ma circa il 40 per cento della popolazione europea non raggiunge il livello consigliato dalle linee guida internazionali. Una sua carenza può provocare fragilità ossea e deve essere evitata soprattutto nelle donne in menopausa.

Ma una quantità adeguate di vitamina D è importante anche in gravidanza.  Un secondo studio pubblicato sempre su Jama Pediatrics si è premurato di verificare la sicurezza degli integratori di vitamina D con dosaggi di almeno 2000 IU al giorno nelle donne incinte. 

In questo caso le conclusioni provengono da una metanalisi di 24 trial clinici randomizzati che hanno coinvolto in tutto più di 5.400 donne. 

Il risultato è rassicurante: l’uso degli integratori è sicuro per la mamma e per il bambino. Non solo: le donne che hanno assunto maggiori dosi di vitamina D durante la gravidanza hanno garantito un maggior benessere alla prole, con minori rischi di neonati di dimensioni inferiori rispetto all’età gestazionale.