Neonati prematuri: il latte umano è meglio di quello in polvere

Il simposio

Neonati prematuri: il latte umano è meglio di quello in polvere

Il latte materno, anche se è meno nutriente rispetto al latte in polvere, si rivela un alimento indispensabile a lungo termine sullo sviluppo neurologico e sulla prevenzione di importanti patologie dei neonati prematuri
redazione

Il latte materno batte il latte in polvere, anche nel caso dei neonati prematuri. È il giudizio emerso nel corso del XII Simposio internazionale sull’allattamento al seno e sulla lattazione di Medela, dove sono stati presentati i risultati della ricerca “I benefici del latte umano per i neonati prematuri nell’unità di terapia intensiva neonatale (Utin)”.  Una ricerca che mette in discussione il preconcetto per cui il latte in polvere costituirebbe un alimento migliore per i prematuri, favorendone ed accelerandone la crescita. 

Il latte materno, è vero, dicono gli esperti,  ha un contenuto nutrizionale inferiore rispetto al latte in polvere, ma si rivela un alimento indispensabile a lungo termine sullo sviluppo neurologico e sulla prevenzione e riduzione di importanti patologie dei neonati prematuri, quali la retinopatia del prematuro, la displasia broncopolmonare e l’enterocolite necrotizzante. 

Gli studi condotti da Luigi Corvaglia,  Professore Associato di Pediatria presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna hanno, tra le altre cose, dimostrato che l’alimentazione con il latte materno durante la degenza dei piccoli in ospedale porta ad un miglioramento notevole del punteggio del quoziente generale a 24 mesi di età e anche in età più adulta, della funzionalità motoria e del rendimento scolastico. 

Gli esperti insistono quindi sulla necessità di rivalutare le tabelle ed i parametri di crescita dei prematuri oggi esistenti, ricalibrandoli sulle migliori performances del latte materno, ed eventualmente pianificando interventi nutrizionali quali protocolli di fortificazione del latte materno, con l’aggiunta di fortificanti proteici che migliorino i contenuti nutrizionali del latte stesso. 

È necessario inoltre che i neonati prematuri si attacchino al seno della madre quanto prima. «Siamo di fronte - hanno dichiarato gli esperti al convegno - ad nuovo campo evolutivo, quello della “odontoiatria darwiniana”, che analizza l’impatto dei meccanismi orali della suzione non solo sulla struttura oro-facciale (come lo sviluppo di un palato più ampio e piatto), ma pure sui disturbi del sonno e sui disturbi da deficit di attenzione. Ecco perché è necessario abilitare quanto prima i prematuri all’allattamento al seno, studiandone i meccanismi di suzione-deglutizione-respirazione per renderli capaci di assumere la maggior quantità di latte possibile».

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